Scuola italiana – La solita carica dei precari

11 Settembre 2023
Lettura 2 min

di Cassandra – Scuola che vai, Italia che trovi. Pare che ogni anno il tema del precariato debba tornare a invadere il dibattito. Si ripete come non ci fosse un domani.

Il quotidiano La Repubblica rilancia la questione.

Cosa scrive la docente?

(https://www.facebook.com/profile.php?id=100009924828745)

Ecco qua.

Lettera aperta alle bambine e ai bambini che non rivedranno le loro insegnanti di sostegno al rientro delle vacanze.

Ti chiedo scusa se non ci sarò, anche se la colpa non è mia.

Ti chiedo scusa se sarai arrabbiata e non lo saprai dire. Se mi cercherai e non tornerò. Ti chiedo scusa se proverai a capire con lo sguardo corrucciato e l’aria interrogativa il perché della mia assenza. Dovresti vedermi adesso. Ho la stessa espressione anche io. L’ho presa da te. Faccio tante cose come te adesso, osservo in modo particolare gli oggetti, cerco di capirli, sento il rumore che fanno e mi chiedo se ti può piacere oppure no.

Ti chiedo scusa se al tuo rientro non posso garantirti di sentire la stessa voce, di sentire lo stesso profumo. So che per te è importante stringere la stessa mano, avere un punto fermo, trovare sicurezza sempre negli stessi occhi.

La vita è fatta di alti e bassi, come quando un giorno sapevi scrivere e il giorno dopo non ti andava più. Come quando volevo farti annusare un profumo e tu ti rifiutavi perché per te era una cosa nuova. Poi ti ho convinta e non hai più voluto smettere di dire “annusa profumo”. Ti ricordi?

Ecco. Adesso che inizia la scuola andrà così.

Forse i primi giorni non ti andrà. Forse ti mancherò. Forse ti passerà la voglia di afferrare la matita, fare merenda, girarti dalla parte di chi ti chiama perché per te non sarà più una voce familiare. Forse ti sentirai da sola, insicura, arrabbiata. Forse penserai che la scuola non è più il posto dove pensavi di voler tornare e la rifiuterai.

Accanto a te avrai una persona nuova che vorrà conoscerti, che aspetta di entrare nella tua vita così come ho fatto quando ci siamo conosciute il primo giorno.

Non è stato semplice. Ti ricordi? Mi mordevi, piangevi, provavi a scappare. Eppure l’hai fatto, col tempo mi hai lasciata entrare. Lascia che la vita sia piena di imprevisti e insegna ai grandi come affrontarli, tesoro mio.

Prenditi il tempo che ti serve. C’è bisogno che tu faccia questa cosa per non buttare via tutti i sacrifici che hai fatto per imparare a chiedermi le cose parlando. Le lettere se le vuoi dimenticare, dimenticale. Le rifarai. Non è importante. È importante stare in classe insieme agli altri, stare bene insieme ai grandi, comunicare cosa vuoi e di cosa hai bisogno come abbiamo scoperto di saper fare anche se i volti a cui chiedere non saranno gli stessi.

Ce la farai perché il mio pensiero arriverà fin dove sei.

Continuerò a preoccuparmi per te.

Continuerò a pensarti.

Continuerò a sperare che la tua vita sia colorata e piena di bolle di sapone.

Il mondo delle persone grandi ha un grosso problema di incongruenze e ipocrisie. Lo so, sono parole difficili ma non è necessario impararle oggi.

Mi basta che tu faccia quello che ti chiede la vita tra un paio di giorni: fare un salto anche se hai paura, salire su un gradino più alto, superare un ostacolo.

Non sarà facile nemmeno per me. È per questo che ti sto scrivendo una lettera che non puoi leggere. Ho bisogno di dirti le cose per impararle e accettarle io.

E quindi c’ è da fare un grande salto. Io ho paura, tu hai paura ma lo faremo insieme anche se distanti.

I miei giorni e i tuoi saranno separati ma andranno sempre verso la stessa direzione. Il bene funziona così. E lo sentirai. Te lo prometto.

Buon anno scolastico, tesoro mio 💓

La tua maestra per sempre

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Direttrice: Stefania Piazzo
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