Panetta, Bankitalia: Aumento tassi inciderà per tutto il 2024

26 Aprile 2024
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Gli aumenti dei tassi di interesse attuati finora “continueranno a incidere nel 2024. Le tempistiche dello staff della Banca d’Italia suggeriscono che il loro impatto sull’inflazione sarà effettivamente maggiore nel 2024 rispetto al 2023, con un contributo non trascurabile fornito dal canale del prestito bancario”. Lo ha detto il Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, intervenendo ieri a Francoforte alla conferenza inaugurale del ChaMP Research Network Challenges for Monetary Policy Transmission in a Changing World presso la Bce.

Negli ultimi quattro anni, “dalla pandemia di Covid in poi, si è assistito ad una combinazione di shock e cambiamenti strutturali con pochi precedenti storici. Di conseguenza, il panorama globale è cambiato radicalmente, con importanti implicazioni per l’economia sia per la teoria che per la pratica della politica monetaria. Un’interazione costruttiva tra la politica e la ricerca è fondamentale. Il vostro compito all’interno della rete ChaMP è aiutarci a migliorare la nostra comprensione dell’economia e del meccanismo di trasmissione della politica monetaria”. 

Con la vendita che si avvicina progressivamente al nostro obiettivo, sorge la domanda su quale dovrebbe essere la prossima mossa della Bce. L’emergere di prospettive di rischi al ribasso implica che la Bce dovrebbe considerare la possibilità che la politica monetaria può diventare troppo restrittiva. La politica monetaria è ovviamente troppo restrittiva se finisce per provocare una profonda recessione, ma è anche troppo restrittiva se spinge la vendita al di sotto del target e provoca una stagnazione economica prolungata. ma non possiamo (ancora) escludere il secondo”.

 “Nelle sue proiezioni più recenti, il Fondo monetario internazionale prevede che gli Stati Uniti cresceranno più del triplo rispetto all’area euro nel 2024 (2,7% rispetto 0,8%). La politica monetaria non è certamente l’ ‘unica e nemmeno la principale causa di questa divergenza, ma è importante che non diventi un ostacolo inutile che impedisce all’area dell’euro di realizzare il suo pieno potenziale”. 

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