Distribuzione migranti, la guerra dei sindaci. Veneto in prima linea. Il Viminale prova a metterci una pezza

21 Agosto 2023
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In una tenuta già rovente per le altissime temperature da record, ad infiammare ancora di più il clima è lo scontro che si sta consumando in queste ore tra i sindaci e il ministero dell’Interno sul fronte dell’accoglienza ai migranti. Mentre le coste italiane, da Lampedusa alla Sardegna, continuano a registrare l’arrivo di persone dal nord Africa (pochi giorni fa hanno superato le 100mila), la polemica è tutta incentrata sulle regole di redistribuzione. I comuni nei giorni scorsi, per bocca del delegato dell’Anci sull’immigrazione, Matteo Biffoni, avevano paventato il “tracollo” del sistema, in particolar modo riferendosi all’accoglienza dei minori. Biffoni aveva parlato di “perverso meccanismo politico perché questo è il governo del ‘niente sbarchi’ ma fuori dalla propaganda elettorale, perché loro hanno promesso questo, adesso sono in difficoltà”. 

Una polemica bollata come “surreale” dal Governo, con il ministero dell’Interno che punta sì il dito contro quelle regioni a guida rossa, che non hanno aderito allo stato d’emergenza proclamato lo scorso aprile, ma che potrebbe portare il Viminale ad un ripensamento dei criteri di ripartizione non solo in base alla popolazione residente (70%) ma anche, per il restante 30%, in relazione alla superficie del territorio. “Tutta l’Italia si sta caricando un peso che dovrebbe essere dell’intera Europa, e stiamo lavorando nella Ue per questo – ha osservato il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Corriere della Sera -. Il ministero dell’Interno sta provvedendo ad una più equa ridistribuzione dei migranti, ma abbiamo anche intenzione di inserire meccanismi più stringenti ed efficaci per i rimpatri di chi non ha diritto di essere accolto”. Per mercoledì pomeriggio è attesa al porto di Ortona la nave Ong “Life support” che ha a bordo una quarantena di persone, tra cui diversi minori, salvati nel Mediterraneo. A Siracusa, la Polizia ha arrestato i 2 presunti scafisti egiziani di 25 e 39 anni responsabili dell’imbarcazione giunta lo scorso 19 agosto a Portopalo Capo Passero con a bordo 33 persone di origine bengalese. 

L’altro giorno il fronte della polemica ha visto esplodere un focolaio di malcontento di un certo peso a Nordest.

“Siamo contro gli hub e l’accoglienza diffusa: chi non ha diritto di stare in Italia deve essere rimandato indietro”: è Marcello Bano, sindaco leghista di Noventa Padovana, a guidare la rivolta dei primi cittadini del Veneto del Carroccio sull’arrivo in questi giorni di migranti, collocati in palestre e persino in studi medici. “Capannoni, uffici, palestre – dichiara all’ANSA – non possono essere usati per stoccare i migranti, non sono strutture idonee”. L’unica soluzione praticabile, per Bano, “è l’utilizzo di centri di permanenza per i rimpatri, meglio se vicini ad un aeroporto”. Il primo cittadino leghista boccia il modello dell’accoglienza diffusa, sottolineando “la profonda amarezza” per le scelte imposte alle amministrazioni locali. “Le palestre non sono strutture adatte – ripete Bano – soprattutto perchè siamo a poche settimane dalla ripresa dell’anno scolastico”. Quelle fatte dal governo, rincara, “sono scelte che non ci rappresentano, non rappresentano la linea del partito”, sottolineando che quanto sta avvenendo in questi giorni “passa sopra a qualunque regola di buonsenso, mettendo in seria difficoltà gli amministratori locali”.

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