BOLLETTE – A rischio sanità regionale e tenuta dei Comuni. Alcuni già in default?

5 Ottobre 2022
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A causa del rincaro dei costi energetici, alle Regioni serviranno altre risorse: l’aumento di questi costi va coperto per evitare un taglio imprevisto alla spesa sanitaria. Non si puo’ penalizzare il settore sanita’, per il quale non c’e’ ancora la totale copertura delle spese legate al Covid. E’ quanto si apprende da fonti delle Regioni.

Ansa riferisce che “Non solo l’allarme dei Comuni, per i quali serve almeno un miliardo altrimenti si rischia di dover fermare i tram a causa dei costi dell’energia. Anche le Regioni sono col fiato corto per i prezzi schizzati alle stelle e senza un aggiustamento di rotta, fanno sapere i governatori, si rischia un taglio “imprevisto” alla spesa per la sanita’. L’aumento di questi costi “va coperto”, spiegano, non si puo’ penalizzare un settore come la sanita’ per il quale, tra l’altro, non c’e’ ancora la totale copertura delle spese legate al Covid. L’ipotesi di possibili incertezze sulle garanzie per i servizi essenziali, i governatori l’avevano gia’ messa all’attenzione di Palazzo Chigi meno di un mese fa”.

All’Anci i sindaci hanno lanciato un grido di allarme,  scrive Paolo Teodori, “prima del buio completo e l’azzeramento delle garanzie per le fasce sociali piu’ deboli, senza dimenticare la situazione da acqua alla gola di imprese e negozi. “La messa a punto del pacchetto di proposte sarebbe in realta’ piu’ complessa del previsto per la presenza di municipi che sarebbero gia’ arrivati al default, nonostante gli 820 milioni di risorse gia’ pompati dal governo nelle casse dei municipi. Soldi che, a detta dei primi cittadini, non sono sufficienti perche’ l’impennata delle bollette ha fatto sforare di molto la spesa storica da 1,6 miliardi del comparto dei comuni. Il delegato alla finanza locale, Canelli, parlando con l’ANSA, ha esortato Palazzo Chigi a stanziare almeno 1 miliardo di euro da qui a fine anno, “altrimenti si corre il rischio concreto di dover fermare i tram, tenere parti delle citta’ al buio, spegnere le luci sui monumenti e tagliare i riscaldamenti negli uffici pubblici e nelle scuole”. Ma la situazione cambia da regione e regione e naturalmente da sud a nord, dove la pietra angolare per capire il livello di criticita’ dei municipi e’ legato dai diversi contratti di approvvigionamento dell’energia. Tante le testimonianze dei sindaci sulla situazione sui territori, tra queste quella del sindaco di Pesaro e presidente di Ali Matteo Ricci: “La situazione per i Comuni italiani e’ drammatica. Il governo uscente e quello entrante collaborino per trovare velocemente una soluzione. I costi sono quadruplicati Pesaro e’ passata da una spesa energetica di 1,2 milioni a oltre 4,5 milioni. Lo spegnimento delle luci? Rende le citta’ insicure e non c’e’ grande risparmio. Ci vuole una risposta forte”.

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