Variante Omicron, Londra convoca il G7 dei ministri della Salute. Gli scienziati: più contagiosa ma non pericolosa

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 Il governo britannico ha convocato una riunione “urgente” con i ministri della Salute dei Paesi membri del G7 per discutere della diffusione della variante Omicron del coronavirus. Come riporta l’emittente “Sky News”, un totale di tre persone sono state contagiate dalla variante nei giorni scorsi nel Regno Unito. Il terzo soggetto contagiato, che non e’ piu’ nel Paese, e’ risultato positivo dopo essere transitato in Africa meridionale. L’agenzia per la sicurezza sanitaria britannica (Ukshsa) sta ora effettuando test mirati nei luoghi visitati dal soggetto, tra cui si pensa, anche la sede del governo britannico Westminster.

 La variante Omicron “è più contagiosa, ma ad ora non è più pericolosa. Preoccupati per la nuova variante mi sembra un termine largamente eccessivo”. Lo dice a Sky TG24 il coordinatore del Cts Franco Locatelli parlando della variante Omicron del Covid-19. “Questa variante è diventata velocemente quella largamente preponderante in Sudafrica – afferma – E ha una maggior contagiosità. Ma non abbiamo alcuna evidenza che possa provocare una malattia più grave”. Va quindi “tenuta sotto controllo” e non bisogna “né sottovalutare né drammatizzare”. “Dobbiamo capire se ci sia una maggiore patogenicità, ma sembrerebbe di no, anche se la popolazione del Sudafrica è più giovane rispetto a quella italiana – ha aggiunto – Quindi va valutato accuratamente con studi rigorosi.

 “Da circa otto settimane non avevamo pazienti Covid. A metà novembre è arrivato un uomo di 33 anni. Presentava dei sintomi lievi ma diversi da tutti quelli che avevo visto fino ad allora. Ho deciso di fare il test perché comunque ci trovavamo davanti a un’infezione virale. Al quarto membro della sua famiglia risultato positivo, con gli stessi sintomi leggeri, mi si è accesa una lampadina”. Così, in una intervista a Repubblica, il medico sudafricano Angelique Coetzee che lo scorso 18 novembre, a Pretoria, ha individuato il primo caso di un paziente con la variante OMICRON. Quali i sintomi? “Stanchezza, mal di testa, prurito in gola, leggero raffreddore. Non coincidevano con quelli della Delta che avevamo visto fino a dieci settimane prima. Abbiamo deciso di testarli perché erano simili a quelli di un’infezione virale. Finora nessun paziente affetto da OMICRON è stato ricoverato. Non abbiamo mai riscontrato effetti gravi. La cosa interessante è che i pazienti con forti dolori alla gola sono poi risultati tutti negativi” sottolinea la presidente dell’Associazione dei medici del Sudafrica e membro della task force sanitaria governativa.

 “Davanti ad altre varianti preoccupanti, come la sudafricana Beta e l’indiana Delta, i vaccini hanno offerto una protezione ridotta, ma significativa. Più aumenta l’allenamento del sistema immunitario, terza dose e antinfluenzale compresi, più cresce il repertorio di quell’orchestra segreta che è il sistema immunitario. Guariti con due dosi e altre persone con tre dosi probabilmente ampliano la risposta immunitaria contro tutte le varianti”. Lo sostiene l’ immunologo Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas, in una intervista a La Stampa, richiamando il titolo del suo libro. “L’orchestra segreta”. E sostiene che OMICRON per farcela a bucare i vaccini “dovrebbe avere mutazioni straordinarie, dunque è improbabile che sfugga del tutto. Il Sudafrica ha condiviso dei dati con cui riprodurre la proteina Spike al computer e in vitro per confrontarla con gli anticorpi delle corti di pazienti guariti e vaccinati che seguiamo” e “occorre documentare bene la velocità di replicazione in Europa; quanto la nuova variante sia afferrabile da immunità innata, vaccini e cellule T; e quanto sia patogenica, perché potrebbe dare meno malattia”. E avverte: “Con un virus cangiante e vaccini efficaci, ma da aggiornare e forse adattare, difficile parlare di immunità di gregge. Non cambia però l’obiettivo di vaccinare il 90 per cento degli italiani”, “per quanto la tecnologia a mRna sia flessibile servirebbero mesi, mentre è bene proteggersi subito. La terza dose potrebbe dare una buona protezione per OMICRON e predisporre meglio a un’eventuale quarta dose aggiornata” e “bisogna donare più dosi, aiutare la vaccinazione come fa ‘Medici con l’Africa Cuamm’ in Sud Sudan e pensare a produzioni locali come l’Ue con Biontech. Moderna ha liberalizzato il brevetto per l’Africa, ma dubito che possa essere la strada”. Potrebbe diventare necessario l’obbligo? “È una scelta politica, che nel caso andrebbe applicata seriamente perché non c’è nulla di peggio delle grida manzoniane. Le altre vaccinazioni infantili sono state facili da implementare grazie al controllo scolastico. In questo caso le crescenti limitazioni del Green Pass mi sembrano più sagge”. Caldeggia infine la vaccinazione sui bambini: “Un quarto delle nuove infezioni li colpisce con finora 8 mila ospedalizzazioni pediatriche, 249 ricoveri in terapia intensiva, 36 morti, 239 sindromi infiammatorie multisistemiche (Mis-C) e preoccupazioni di longCovid”. 

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