I lombardi esistono o sono un’invenzione?

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di Cuore Verde – Nell’articolo “Breve storia dell’egemonia della destra in Lombardia” di Davide Maria De Luca, pubblicato il 29 novembre dal quotidiano DOMANI, ho letto alcune, a mio avviso singolari, affermazioni di Jacopo Tondelli, “scrittore e direttore del sito Gli stati generali, nato e cresciuto nella periferia milanese”. Tondelli sostiene che «I lombardi non esistono e la Lombardia è una bellissima invenzione». E ancora «La Val Trompia è diversa dall’Oltrepò Pavese, mentre Mantova è una città emiliana. La genialità di Miglio e Bossi è stata fingere di credere nel dio Po, per dire che in realtà si erano stufati di pagare le tasse».

Non so. Sono veneto, conosco bene Mantova e ho vissuto per lavoro in Trentino, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Liguria. Probabilmente, più che Mantova emiliana, direi Piacenza lombarda. Tenuto conto che fino al 1700 per “Lombardia” si intendeva quella che ora viene chiamata Padania, ovvero, tutto il “nord-Italia”. Da Longobardia. O non sono nemmeno esistiti i Longobardi? Scrive poi l’Anonimo Genovese, poeta del Duecento: “Zenoa è citae pinna de gente e de ogni ben fornia; con so porto a ra marina, porta è de Lombardia”. Porta della Lombardia “intesa allora come Padania o addirittura come Italia settentrionale” come si legge in “Antologia della Poesia Italiana – Duecento” edita da Einaudi. 

Per quanto possa essere limitata la mia esperienza, mi riesce difficile pensare che non esista la Lombardia e, soprattutto, la Padania. I riferimenti storici e culturali che potrei ulteriormente citare sono molteplici ma questa volta mi limiterò a riportare il testo di presentazione della rivista “PADANIA – storia cultura istituzioni” dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara, fondata nel 1985. 

Padania – storia cultura istituzioni – Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara (isco-ferrara.com) 

“L’area padana, regione cerniera tra la penisola mediterranea e il resto dell’Europa. Lo spazio geografico attorno e lungo il “grande fiume” in cui si é sviluppata una civilizzazione con caratteri fortemente similari, nonostante le lunghissime vicende di suddivisioni statali. Ricostruirne i tratti comuni senza trascurarne le diversità. L’obiettivo che PADANIA si propone avendo come pubblico ideale non solo studiosi e ricercatori ma quanti amano e si sentono protagonisti di questo mondo padano. Il progetto culturale della rivista privilegia quegli aspetti del vivere in comunità urbane e rurali che testimoniano un percorso comune, al di sopra e al di fuori dei confini stabiliti dalle diverse realtà amministrative: forme del lavoro, strutture di rappresentanza degli interessi e delle aspirazioni, tensioni ideali, immagini collettive, rapporti civili, esperienze e temi della vita quotidiana”.

In questo caso, condivido ogni singola parola. Per tutti quelli che amano e si sentono protagonisti di questo mondo padano. 

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