Lo Zar che sfidò Napoleone. E non solo. L’opera di Merežkovskij a cura di Paolo Mathlouthi

15 Aprile 2024
Lettura 1 min

L’occidente, un suo impero e il fascino, dall’altra parte, della Grande Madre Russia. Passaggi inevitabili di storia per comprendere cosa accadde durante la vita dello Zar Alessandro I, uno degli uomini più rilevanti d’Europa assieme a Napoleone. Lo storico Paolo Mathlouthi ha curato l’ultima edizione de Lo Zar Alessandro I, di Dmitrij Sergeevic Merežkovskij.

Dall’analisi e dalla lettura di uno degli scrittori più stimolanti del ‘900 cosa emerge? Con quale sensibilità viene raccontato uno spaccato d’Europa e delle dinamiche che hanno determinato il suo assetto? Cosa pensava l’uomo, potente, poliedrico, che ha solcato due secoli fa passaggi chiave della geopolitica europea?

Occorre leggere la biografia scritta da Merežkovskij nell’edizione curata da Mathlouthi, col pregio finalmente di essere tradotta e pubblicata in Italia dall’editore Iduna (Lo Zar Alessandro I (pagine 450, euro 25) Si può dire una di quelle storie umane che lascia il segno e che ci consente di immergerci in un mondo apparentemente lontano ma ancora così profondamente e spiritualmente vicino ai fondamentali del Vecchio Continente, oggi privo di memoria per decriptare gli accadimenti presenti. Si riparte sempre dalla storia per comprendere al meglio la politica, i fatti e, magari, a volte, se non prevederli, poterli immaginare…

Ora l’associazione Fratria organizza con Paolo Mathlouthi un evento per la presentazione del volume, scritto dal padre del Simbolismo russo, domenica 21 aprile alle 17 al Teatro Osteria Unione di Riva San Vitale (Canton Ticino), contributo ingresso 10 franchi svizzeri.

INFO SULLA BIOGRAFIA

Germogliata dalla fantasia titanica ed immaginifica di Dmtrij Sergeevic Merezkovskij (1865 – 1941), padre riconosciuto del Simbolismo russo, torna in libreria, per i tipi di Iduna e a cura di Paolo Mathlouthi, studioso di cultura russa, l’avvincente biografia in forma di romanzo dello Zar Alessandro I Romanov. Incrociate le armi a Bordino contro le truppe di Napoleone, non ha frapposto indugi nel dare alle fiamme Mosca, la città sacra dell’ Ortodossia sede del Patriarcato, la Terza Roma erede diretta di Bisanzio dove gli Zar ricevono da tempo immemorabile la loro solenne investitura, pur di tagliare i rifornimenti all’ odiato avversario e consegnarlo così all’ inesorabile stretta del generale inverno. Allora come oggi una coalizione di Stati stranieri ha cercato invano di avere ragione della Russia e le parole pronunciate da Alessandro I alla vigilia del rogo fatale suonano più che mai come monito per gli odierni epigoni di Bonaparte che non sembrano aver fatto tesoro di quell’ evento drammatico: “Ogni passo che il nemico compie verso la Russia lo avvicina maggiormente all’Abisso. Mosca rinascerà dalle sue ceneri e il sentimento della vendetta sarà la fonte della nostra gloria e della nostra grandezza”.

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