Moratti e la voglia del Nord di dare una spallata a chi fa politica seduto sul (futuro) ponte dello Stretto

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di Giovanni Robusti – Io proprio non capisco. Non capisco come non si possa non capire il pericolo/opportunità, dipende dai punti di vista, che rappresenta la candidatura della Moratti. Più tempo si lascia passare, più tutto si consolida. Come fosse cemento che consolida anche nell’acqua, con il tempo.

Non so bene chi fosse presente alla presentazione della candidatura della Moratti. A leggere le cronache pare ci fosse molta gente del Nord. Vecchie e nuove glorie.

Leggere Stefania Piazzo sull’argomento, ci si consolida nella convinzione che proprio sul Nord la Moratti voglia capitalizzare.

Vuoi vedere che Lei, la Moratti, loro, il nuovo duo della “politica” italica, hanno capito i flussi elettorali?Non sarebbe la prima volta.

Il voto che ha abbondonato Salvini alle ultime politiche, non erano poi due gatti, rientrerà dalla finestra se non ci sarà da votare un candidato della Meloni? Io non credo. Quello è un voto che si sta “divertendo” a godersi la libera uscita. Soprattutto sino a quando sente parlare, anche a sproposito, di ponte sullo stretto e altre amene ipotesi come la centrale nucleare a Milano. Soprattutto quando deve prendere atto che molti degli uomini messi al governo in quota Salvini sono gente non propriamente di Bolzano. Niente di personale. Niente di settario o razzista. Ma la mentalità del Nord e quella del resto del cosiddetto paese, sono diverse. Forse, visti i risultati storici, hanno ragione loro. Ciò nonostante a noi piace votare gente che vada a rappresentarci usando un metro pari al nostro.

Se poi diamo un occhio al candidato della sinistra, forse viene il dubbio che un qualche voto riesca anche a rastrellarlo. Opera da sempre nel sociale. E quell’ambito, fa massa. Certo poi arriverà sempre Conte a sbaragliare il campo pretendendo di candidare un suo uomo. E questo frammenterà il voto. Ma se all’ultimo minuto ciò non fosse… Se in un rigurgito di buon senso, opportunista, i candidati veri si riducessero a 3. Fontana, Moratti e sinistra? Beh, allora, credo la tentazione di dare una spallata alla faciloneria con cui si conduce la politica del Nord in questi tempi, potrebbe fra gola a tanti. E se fosse, sarebbero dolori.

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