SE I VENETI SBOTTANO – Paolo Franco: “La Lega con il piede a Roma vota in 20 minuti l’autonomia per la Capitale. Poi la Lega col piede in Veneto si stupisce se il Nord l’aspetta da anni”

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di Stefania Piazzo – Botta e risposta tra chi manifesta con non poco stupore il voto senza se e senza ma della Lega per dare piena autonomia a Roma Capitale,con gli stessi poteri di una regione, come lamenta il leghista Alberto Villanova, presidente dell’intergruppo Lega-Liga Veneta in Consiglio regionale veneto, ed un ex leghista che non la manda a dire, come il già senatore Paolo Franco, oggi responsabile Comitato per l’autonomia del Veneto.

Due pesi due misure o, come afferma Franco al collega dell’Adnkronos, due piedi in due diverse scarpe, una a Roma e una in Veneto? Ecco la sua esternazione: “Leggo con stupore le parole del presidente intergruppo regionale Veneto della Lega, Alberto Villanova, che denuncia la rapidità dell’approvazione in Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati del provvedimento che dota la città di Roma di maggiori poteri. Secondo Villanova ‘Roma ha ottenuto in venti minuti quello che noi aspettiamo da oltre cinquanta mesi’, riferendosi all’autonomia del Veneto, e attribuisce la colpa di questa situazione a Pd e Cinque Stelle”.

“Villanova – aggiunge Franco all’Adn – però, dovrebbe informarsi e leggere nei resoconti della Commissione la dichiarazione del Capogruppo leghista, Igor Iezzi, il quale, altrettanto rapidamente, ‘preannuncia il voto favorevole del suo gruppo’ senz’altra osservazione. Inoltre, sempre Villanova, dovrebbe chiedere ai due leghisti veneti membri della Commissione stessa le motivazioni di questo atteggiamento: si tratta di Ketty Fogliani e di Alberto Stefani, il quale, per giunta, è anche commissario regionale veneto della Lega”. “E’ tempo che i leghisti veneti smettano di stare con un piede in due scarpe, a Roma appiattiti e accondiscendenti, a Venezia (finti) barricaderi. Questo triste rimpiattino rappresenta un’offesa ai veneti che, quasi cinque anni fa, hanno votato in massa nel referendum per l’autonomia”, conclude. 

Ma cosa aveva detto Villanova? Così riporta l’agenzia Dire.

“Grazie al contributo del Pd, correlatore del provvedimento, a Roma -in tempo record- è stata approvata la riforma costituzionale per dare più poteri a Roma capitale. Tanta solerzia e velocità è encomiabile: Roma ha ottenuto in venti minuti quello che noi aspettiamo da oltre 50 mesi. Sarebbe bello però che i dem e i 5 stelle, che detengono la presidenza della commissione, mettessero lo stesso impegno per approvare, finalmente, anche l’autonomia del Veneto”.

L’approvazione in commissione Affari costituzionali della riforma che affida a Roma i poteri di una Regione, non gli va giù. “Non conosco nel merito il provvedimento- continua- e le ragioni per cui ora Roma si meriti dei poteri al pari di una Regione: ero fermo al fatto che la città di Roma, che già può vantare poteri eccezionali in quanto ‘Roma Capitale’, nel gestire i propri poteri non avesse sempre dato esempio di grande efficienza. Forse, però, con la promozione proposta, si mira a fare meglio”.

Solo che “chi invece le risorse le ha sempre gestite bene, con parsimonia e buonsenso, è la Regione del Veneto che, nel pieno rispetto della carta costituzionale, chiede di poter amministrare 23 materie. Materie che, se affidate a Roma Capitale, a quanto pare non rappresentano un problema per il Pd romano, a differenza invece di quanto sostengono i colleghi dem di casa nostra che mercanteggiano invece le competenze del Veneto come fossero al banco del pesce”, sferza Villanova. E allora: “Perché il Partito democratico non si impegna con la stessa determinazione per far approvare la nostra legittima richiesta? Forse- si chiede Villanova- la volontà dei Veneti vale meno di quella della città di Roma?”. 

Cosa risponde la Lega “romana”? Ma, soprattutto, cosa dice quella di via Bellerio? Quante leghe si contano dietro il simbolo della Salvini Premier, in alcuni territori già “Prima gli italiani”?

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