L’inflazione occulta? La Nuova Padania lo aveva già scritto un anno fa. Quale esito l’esposto all’Antitrust nel 2021?

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L’altro giorno il Sole24Ore ha scritto e titolato così:

Si legge che… “Stesso prezzo ma pacchetto più piccolo o contenuto inferiore o meno servizi. Per combattere l’inflazione galoppante (a marzo i prezzi al consumo hanno fatto registrare una crescita del 6,5% anche se l’accelerazione è imputabile prevalentemente ai beni energetici) e non dare al consumatore una sensazione di impoverimento tale da scoraggiare la spesa e quindi i consumi, le aziende stanno reagendo con una nuova strategia: la “shrinkflation” (termine anglosassone composto verbo “shrink”, restringere, e “inflation”). Fenomeno diffuso, non solo in Italia, che le associazioni dei consumatori hanno deciso di denunciare…”.

Il nostro collaboratore, l’avvocato Luigi Basso, esattamente quasi un anno fa, il 21 maggio, dalle colonne di questo quotidiano, riportava una notizia ignorata da buona parte dei media e presa sottogamba dalla politica, indaffarata in altro: ” L’associazione Consumerismo No Profit ha presentato un esposto all’Antitrust nel quale si chiede di far luce su un fenomeno che, se confermato, sarebbe davvero stupefacente.
In buona sostanza, il sospetto sul quale l’esponente chiede di far luce è costituito dal comportamento di numerose aziende che diminuirebbero il contenuto della confezione di vari prodotti, lasciandone però invariato il prezzo.
Di fatto, invece di aumentare del 10 o del 20% il prezzo del prodotto, questi produttori ottengono lo stesso risultato diminuendo la quantità di merce venduta.
Il compratore, che guarda spesso solo il tabellino del prezzo della merce esposta, ha dunque la sensazione che i prezzi siano stabili, ma in realtà acquista meno cose e non si rende conto della lievitazione del conto.

Per esempio, alcuni dentifrici sarebbero passati da 100 ml a 70 ml lasciando uguale il prezzo; alcune marche di fazzoletti di carta metterebbero meno pezzi nel pacchetto (9 invece di 10); alcuni sughi sarebbero passati da 1 litro a 800 ml; persino molti rotoli di carta igienica sarebbero più sottili”.

Tutto chiaro? Ovvio che sì. Ma oggi ci poniamo anche un’altra domanda: che ne è stato dell’esposto all’Antitrust?

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