Castelli, “il popolo leghista non vuole Salvini” e un partito in concorrenza coi nazionalisti. “Ma non tutto è perduto”

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di Roberto Gremmo – Come sempre, il tenace autonomista Roberto Castelli vede le cose con grande lucidità e nell’intervista di domenica a Giovanni Tizian sul quotidiano “Domani” conferma che “il popolo leghista non vuole Salvini”.

E’ un fatto che l’elettorato del nord che ha sperato in un riscatto identitario oggi non si ritrova più in un partito che fa concorrenza agli infiammati fratelli nel nazionalismo e nel centralismo.

Purtroppo, questo sentimento di appartenenza e’ stato molto in fretta minimizzato e poi abbandonato dal Capitano e questo, secondo Castelli, spiega perché Salvini “e’ visto come meno affidabile del passato. Meloni e’ considerata più affidabile”. Fra l’originale è una fotopia sbiadita non vi e’ gara.

 Mancano pochi giorni all’appuntamento fatale, perché secondo l’ex ministro della giustizia, “Se Salvini si attesta attorno al 15 per cento nessuno lo metterà in discussione, se non supera il 15-12 per cento probabilmente qualcosa succederà”.

In realtà, quel che conta non sono i voti nazionali ma quelli delle regioni del Nord, dove non c’è più collegio in cui la Lega salviniana sia davanti ai melonisti e con grande sconcerto e forte rammarico “vedere un popolo che ha lottato per anni per l’autonomia superato da un partito centralista, capisce che e’ dura per i leghisti storici”.

Ma non tutto e’ perduto, dice Castelli: “la questione settentrionale e’ li’, esiste ancora. E non verrà rappresentata da nessuno neanche questo prossimo giro in parlamento”. Forse per il futuro nascerà qualcosa. Ma sarà dura.

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