L’INTERVISTA – Se l’ “erede” del Balilla ligure fa richiesta di asilo in Francia. Mario Castellano: Non vivo in uno Stato di diritto

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di Luigi Basso – Mario Castellano, classe 1949, fa parte di una delle famiglie più antiche e famose di Oneglia (oggi Imperia), il bis nonno Giuseppe Languasco, liberale, titolare dell’omonimo cantiere navale, era un Ufficiale della Marina Piemontese e combattè le guerre Risorgimentali a Gaeta e a Lissa; fondò la Loggia Massonica Garibaldi e ne divenne Venerabile Maestro. Il bisnonno paterno, Giovanni Battista, era un marinaio che morì giovane a Marsiglia, lasciando due bimbi e la moglie Bianca Perasso, originaria di Genova, che la tradizione locale vuole discendente del Perasso Giovan Battista noto come il Balilla della rivolta antiaustriaca genovese del 1746.

E’ stato dal 1988 per sedici anni in Nicaragua, dove si è sposato ed ha svolto in quel Paese il ruolo di consulente giuridico del Governo nel campo dei diritto amministrativo e pubblico, redigendo il primo manuale di diritto amministrativo (per saperne di più http://www.ilblogdimario.com/Items1/0000505.php.)

Personaggio notissimo nella Provincia di confine con la Francia, coltiva da sempre legami ed amicizie importanti oltralpe.

Oggi parliamo di lui (e con lui) per via di una iniziativa molto interessante, di carattere giuridico, che richiama il metodo di lotta politica di Pannella negli anni 70 e 80: la richiesta di asilo politico in Francia, presentata alla competente commissione amministrativa di Nizza.

Per quale motivo ha chiesto asilo politico alla Francia?

Premetto che non appartengo a nessun partito o movimento politico ed agisco a titolo individuale.

Dinanzi alla crescente indignazione di ampi settori della società civile (filosofi, giuristi, medici, operai, cittadini comuni) per i provvedimenti emanati da alcuni organi dello Stato dal marzo 2020 ad oggi, ho ritenuto che fosse un mio dovere civico quello di provocare un pronunciamento di un organo della Repubblica Francese in merito alla sopravvivenza dello Stato di Diritto in Italia.

Prima di entrare nel merito, può la Francia rispondere a questa domanda ?

La Francia e l’Italia hanno sottoscritto una serie di Trattati Internazionali (a cominciare da quelli Europei) ed ora io chiedo ad uno dei contraenti, cioè la Francia, se l’Italia li rispetta o risulta inadempiente.

E’ una iniziativa senza precedenti, non trova ?

No, affatto. La denuncia della violazione dei Trattati Internazionali è una prassi consolidata e sta alla base del diritto di asilo.

Per capirci con due esempi: la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo individua diritti assoluti, quale quello della libertà di movimento delle persone; il Parlamento della UE ed il Consiglio Europeo hanno stabilito che gli Stati contraenti non possono discriminare chi non si vaccina.

Bene, io chiedo dunque alla Francia, che ha ratificato anch’essa la Convenzione che include la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo ed i Trattati Europei, di valutare se i DPCM e l’obbligo vaccinale, per esempio, violano questi Trattati.

Quindi la sua è una iniziativa legalitaria ?

Assolutamente si, una iniziativa in punta di diritto, vorrei dire.

Sono anzi stupito che in Italia non sia già stata ancora posta in sede giurisdizionale la questione della violazione dei Trattati Internazionali in seguito a molti atti discutibili compiuti dal Governo: lo Stato di Emergenza non può giustificare l’esercizio illegittimo del potere legislativo da parte del Presidente del Consiglio, come è avvenuto il ricorso sistematico ai “DPCM”.

Ebbene, in Italia nessuna Istituzione ha obiettato alcunché.

Non ha pensato di poter finire accomunato ai no vax o agli anti green pass ?

Le ripeto che io mi muovo a titolo individuale.

Certamente qualcuno vuole mettere sullo stesso piano chiunque esprima dissenso dal Governo e dai provvedimenti da esso adottati: chi dissente diventa così un violento ed un fascista, è un vecchio gioco.

Ma questo è totalmente falso: io chiedo per le vie legali se l’Italia è uno Stato di Diritto, se rispetta i Trattati; sono il primo a chiedere il rispetto della legalità.

Condanno fermamente ogni forma di violenza e di illegittimità: anche chi manifesta senza autorizzazione commette un reato e deve essere condannato. Si è autorizzati ad uscire dalla legalità solo quando i margini per un’azione politica legalitaria siano completamente esauriti, come esempio sotto la dittatura di Videla in Argentina, ma in Italia non siamo a questo punto. E’ un errore politico paragonarsi per esempio alle vittima dell’Olocausto, in quanto non si è tenuto conto di una verità storica: quella della unicità dell’Olocausto.

Non si può dire, neanche dinanzi a persecuzioni politiche, di essere come gli Ebrei durate il Nazismo.

Ci può illustrare l’iter della sua domanda ?

Ho presentato la domanda di asilo all’organo amministrativo competente, il Coviam – Droits des E’Etrangers ed attendo la mia convocazione in Francia.

Su quali motivi si basa la sua domanda ?

Innanzitutto, come ho già detto, chiedo alla Francia di valutare se l’Italia sta violando i Trattati Internazionali comuni ai due Paesi in materia di applicazione del principio di non discriminazione.

Non mi riferisco al Green Pass.

Vietare l’utilizzo di piazze per fare manifestazioni di dissenso dalle politiche del Governo è discriminatorio ?

E’ discriminatorio sospendere dal lavoro e dallo stipendio il dipendente per comportamenti che non costituiscono un illecito disciplinare, non sono previste dalla legge come reato, non fanno parte del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro al momento dell’assunzione, non configurano obblighi contrattuali, il tutto al di fuori delle procedure ordinarie?

L’obbligo di pagamento a carico del lavoratore del tampone ogni 48 ore è una misura discriminatoria che crea una eccessiva esosità a danno di una parte?

E’ discriminatorio obbligare alcune categorie di persone a lavorare solo se vaccinati con un vaccino che ha ricevuto una autorizzazione in via di emergenza sempre revocabile?

Questi sono alcuni dei problemi che ho posto alla Francia.

Oltre al pericolo di politiche discriminatorie, cosa altro lamenta?

L’uso abnorme del DPCM, un atto amministrativo, non può diventare uno strumento legislativo con il quale si creano norme giuridiche generali ed astratte. Su questo il Parlamento è stato zitto, il Presidente della Repubblica non ha inviato neppure un Messaggio alle Camere, anzi ha firmato i decreti legge che assegnavano al Presidente del Consiglio il potere di emettere DPCM restrittivi delle libertà personali ed il Parlamento ha taciuto anch’esso.

Addirittura con i DPCM si è introdotto uno svuotamento della competenza in materia di sanità attribuita dalla costituzione alle regioni.

Lei vede un neo centralismo contrario al Titolo V della Costituzione?

I decreti legge hanno tolto la competenza in materia sanitaria alle Regioni, ma per fare ciò ci voleva una riforma della Costituzione, dato che il Governo non può derogare alla Costituzione con un decreto legge.

Si è utilizzato come pretesto il richiamo alla competenza esclusiva statale in materia di “profilassi”, facendo rientrare tutta la sanità nel concetto di profilassi, il che è inammissibile.

Discriminazione, eccesso di potere, neo centralismo: un quadro impietoso, c’è dell’altro?

Si. L’intolleranza.

Oggi chi dissente non è tollerato e questo coinvolge la creazione di un pensiero unico, per ora solo scientifico, che è tipico dei regimi totalitari.

Nell’URSS di Stalin, Lysenko aveva elaborato una teoria genetica, rivelatasi poi completamente sbagliata: tutti i medici dovevano aderire a quella teoria e gli scienziati che dissentivano erano sanzionati e discriminati.

Il pensiero unico scientifico dove porta ?

Basta conoscere la Storia per rispondere.

Il pensiero unico scientifico non ha ancora una sua codificazione né un organo incaricato di garantire la sua osservanza; questo Organo, nelle dittature ideologiche che abbiamo finora visto, è sempre stato il Partito, visto come un Quarto Potere dello Stato, superiore a quello legislativo, esecutivo e giudiziario.

Ora, poiché la funzione crea l’organo, è chiaro che se si afferma “de facto” un pensiero unico scientifico, presto si arriverà ad un Organo incaricato di controllare la conformità di tutti gli atti emanati da organi dello stato con il pensiero scientifico ufficiale. L’organo che ha assunto questa funzione durante l’epidemia è il Presidente del Consiglio che ha apliato il suo ruolo ben oltre quanto stabilisce la Costituzione, in cui il “premier” è considerato un “primus inter pares” e non sono previste competenze specifiche proprie, se non quelle di proporre i ministri al Presidente della Repubblica.

Come mai la richiesta di asilo arriva ora?

Ho atteso che le Istituzioni preposte si alzassero dicendo: c’è un limite.

Invece, con i DPCM accettati di fatto da tutte le istituzioni si è cambiata la Costituzione materiale con l’accordo di tutti: è chiaro verso cosa ci stiamo indirizzando.

Non restava dunque altra opzione che chiedere asilo.

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