Moratti prenderà in mano la bandiera della questione settentrionale, con Fava e chi era a Biassono…?

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di Stefania Piazzo – La questione è tutta lì. Alla questione settentrionale, esausta e sbiadita, serve un portabandiera con la forza di alzare un’insegna che rappresenti il Nord. Anzi, anche il Nord, partendo dal Nord. Nei giorni scorsi Gianni Fava ha rotto gli indugi, presentando a San giuliano Milanese al primo incontro programmatico-organizzativo un nuovo gruppo politico denominato al momento ‘Movimento Autonomista Lombardo’ al quale stanno aderendo molte delle sigle del mondo autonomista e indipendentista lombardo, nonché numerosissime persone intenzionate a dar vita ad un primo embrione di un nuovo movimento politico che intende espandersi alle altre regioni del nord nei prossimi mesi”, spiegava lo stesso ex deputato leghista all’Adnkronos.


“Si è deciso di partire dalla Lombardia perché c’è la precisa volontà di prender parte alle competizioni elettorali della prossima primavera ed in particolare di essere e presenti alle regionali di marzo”.


“Parte degli amici che hanno già aderito al progetto ha una storia più i meno lunga nell’ambito della militanza nella Lega Nord (e molti di questi continuano a sperare che questa si presenti dopo anni di attività alla prossima tornata elettorale con rinnovato slancio e scelte democratiche), ma altrettanti provengono dalla cosiddetta società civile e diversi sono stati sindaci o hanno avuto ruoli istituzionali nei nostri territori”.
“Il gruppo è animato da una forte passione per la nostra terra e per le tematiche dell’autonomia locale e regionale, nonché dell’indipendentismo.
Tutti di certo condividono la necessità di ridare voce alla politica che è stata colpevolmente silenziata in questi anni da chi preferisce parlare di immigrati o rave party, ma che ha dimenticato scientemente la questione settentrionale e le ragioni di decenni di battaglia politica per l’autonomia”, argomentava Fava: “Si riparte dunque da questo denominatore comune per cercare di tornare a far sentire la voce della nostra terra e della nostra gente, confidando nel fatto di poter costruire insieme un’offerta politica ad oggi totalmente assente dal dibattito istituzionale. La strada sarà lunga ma si può dire che oggi, finalmente, si riparte”.

Che non torni più la Lega è evidente. Ma serve un insieme di forze post leghiste non ideologiche. A Biassono, il 15 ottobre scorso, ad ascoltare e intervenire c’era una pluralità di voci di area. Ora serve capire, possibilmente in tempi non biblici, come sarà organizzata la squadra targata autonomia, federalismo e chi più ne ha più ne metta dentro queste bandiere, che può trovare, nella corsa di Letizia Moratti al Pirellone, uno spazio, una voce, una rappresentanza.

Gianni Fava l’altro giorno, dopo il divorzio di Moratti dalla giunta di centrodestra, non ha atteso un secondo per alzare la mano e dire: io ci sono.

Gli altri?

“Alleanza per l’Autonomia (leggi anche tra i componenti Rete 22 Ottobre, ndr) prende atto della meritevole iniziativa di Gianni Fava nel voler far crescere un nuovo movimento nordista (Movimento Autonomista Lombardo) che vuole proporsi nelle prossime elezioni regionali lombarde. Forse obiettivi comuni però caratterizzati da obiettivi politici differenti. Alleanza per l’Autonomia persegue un percorso federalista da Nord a Sud inclusivo di tutte le realtà autonomiste e federaliste del paese. Il paradigma “Nord” è ormai obsoleto e si è dimostrato non rispondere alle reali esigenze del paese. Solo un cambio di passo in senso federale può realmente modificare l assetto politico. All’amico Gianni Fava l’augurio che la sua azione possa contribuire a cambiare realmente l’assetto politico lombardo. Ci troveremo sicuramente vicini in tutte le battaglie dove il FEDERALISMO sarà l’elemento comune fondante”.

Sabato Moratti era in piazza a Milano, col terzo polo ma anche con altri sindaci del Nord, per la manifestazione per la pace in Ucraina. Dubbi non ne ha avuti su dove posizionarsi. «Quando penso alla resistenza ucraina, mi ricollego ai racconti del mio papà, papà Paolo. Lui ha combattuto, con convinzione contro il regime fascista e contro l’occupazione nazista, ha lottato per la libertà. Ha lavorato con tutte le formazioni partigiane del Cnl. La sua resistenza, come la resistenza ucraina, è stata aperta, partecipata e concreta: è quello che dobbiamo pensare oggi», ha detto dal palco.

“È quello che dobbiamo pensare oggi, in questo mondo, in questo momento, in questa nostra Italia che ha bisogno di una ricostruzione che sia aperta, inclusiva, nel segno di tutte le forze che si ritrovano nella libertà, nell’eguaglianza, nella giustizia, nei diritti di tutti e nella democrazia. Non mere parole di fratellanza, non parole vuote o inviti alla resa, aiuti concreti come sono stati concreti quelli che ha avuto la resistenza italiana”.

https://www.facebook.com/ccalenda/videos/873390524072381 Intervento Moratti a 1 ora e 24 minuti

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