Video – La lista Moratti inizia il suo cammino e scompagina Roma. Palmeri: Parola d’ordine: Ritrovare l’orgoglio lombardo. La Lombardia ragioni come Stato europeo, Milano è città Regione

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di Stefania Piazzo – Grande evento oggi al palazzo delle Stelline a Milano nel corso del quale Letizia Moratti candidata presidente alla Regione Lombardia ha presentato la sua lista Lombardia Migliore.

A precedere l’intervento di Letizia Moratti è stato Manfredi Palmeri, consigliere regionale lombardo e presidente del polo civico consiliare Lombardia Migliore in Regione. Le sue parole sono la sintesi dell’operazione politica che parte dalla Lombardia ma che lancia palle incatenate su Roma e il vecchio schema dei partiti post ideologici.

Palmeri cita la frase che più lo ha colpito in questi giorni pronunciata da Letizia Moratti e che lui stesso rilancia: “La Lombardia deve ragionare come Stato”. E salutando Davide Boni in sala, già presidente del consiglio regionale lombardo, fa un affondo per ricordare il referendum sull’autonomia fermo da 5 anni: “L’autonomia non è solo architrave verso l’alto ma declinazione di tutti gli enti enti territoriali intermedi. Oggi occorre mettere mano all’ordinamento, serve una modifica ordinamentale dell’assetto dei nostri enti perché non stanno passo al passo con la società”.

E poi, ancora: “La Lombardia deve ragionare come uno stato perché è un piccolo medio stato europeo. I tuoi assessori – rivolgendosi a Moratti – saranno ministri. Così come Milano deve ragionare come città regione. C’è bisogno di questa innovazione, siamo solo all’inizio. E’ fondamentale capire che la realtà l’andremo a comporre noi”.

Poi il passaggio più politico di tutti. “La candidatura di Letizia Moratti sta rompendo gli schemi, questo ha una valenza positiva anche a livello nazionale nazionale. Abbiamo già un indice negativo nell’affluenza alle urne, pensiamo alla partecipazione al voto. La nostra scommessa deve essere aumentare la partecipazione al voto facendo riconoscere tutti in questo progetto che è aperto.

La logica dei partiti? Nel Pd sono decine i militanti che vogliono votare Moratti. Noi dobbiamo parlare al popolo offrendo un progetto per la Lombardia, andremo a rompere la proiezione statica degli assetti nazionali. La grande scommessa lombarda è lombarda. Non è normale che un partito trainante per scegliere il presidente abbia aspettato cosa succedeva in Sicilia o a Roma. E’ questa l’autonomia lombarda? Noi dobbiamo andare a ritrovare l’orgoglio lombardo. Non può essere ciò che si decide a Palermo a far decidere in Lombardia. Si decide in Lombardia per la Lombardia, nel pieno rispetto che Moratti ha sempre dimostrato a livello istituzionale. Ha fatto il sindaco, ha iniziato con un governo di centrosinistra, ha potato expo a Milano, proseguendo poi governi di altri colori. Nel pieno rispetto delle prerogative degli organi dello Stato, noi ragioneremo come se la Lombardia fosse uno Stato. Dobbiamo ritrovare l’orgoglio lombardo e possiamo farlo solo con la strada che abbiamo deciso di seguire”.

Qui di seguito la sintesi dell’intervento e sotto il link per riascoltare l’intero evento (Moratti a 1° 1 8′. Palmeri invece al minuto 57).

“Ho l’onore e la responsabilità scelta liberamente, consapevolmente, di essere qui perché le mie radici sono in questa terra, amo questa terra.

Per me scegliere è un privilegio. Non è così per tutti. sono nelle condizioni di impegnarmi per il bene collettivo, non posso e non voglio tirarmi indietro.

La politica è un impegno faticoso ma nella vita non si possono sempre fare di comodo, facili, me ne erano state offerte tante. si fanno quelle che nel proprio cuore si sentono come scelte giuste.

Mi piace pensare che inizia qui alle Stelline, suore benedettine, scuola e luogo di accoglienza per volere di san Carlo. educazione e accoglienza, sono due pilastri dello spirito lombardo.

Educazione e sapere che si fanno conoscenza perché solo la conoscenza si crea uno sviluppo duraturo nel tempo. accoglienza perché la nostra regione è sempre stata capace di accogliere cittadine e cittadini poi diventati cittadine e cittadini del nostro paese.

Questo potenziale lo vedo spento, è da qua che occorre ripartire. La Lombardia deve essere locomotiva nazionale ed europea.

Dobbiamo tornare a parlare la lingua che noi lombardi consociamo meglio, la lingua della concretezza.

Penso al rilancio delle pmi, alla implementazione delle infrastrutture, alla messa in sicurezza dei territori, alla transizione ambientale, al rilancio delle pmi che hanno bisogno di essere ancorate all’Europa. Sfida equità sociale, competitività… da vincere attraverso azioni concrete, oltre schieramenti ed etichette dei partiti. Questo è ciò di cui abbiamo bisogno. Questo è il motivo che mi ha portato a decidere di presentarmi con una lista civica. Di questo vado fiera, da qui la scelta di presentarci con una lista civica, che è un valore che porteremo nella campagna elettorale, perché così rappresentiamo anche quei territori che in questo momento sono lontani dalla politica, ne sono lontani, la vedono lontana. Ascoltare ascoltare ascoltare, per tradurre azioni concrete e vere. Non promesse ma azioni.

Ho constatato con piacere che la mia scelta è sostenuta da tante personalità in una forma non legata ad un ceto politico ma che esprimono la propria sensibilità politica nella loro quotidianità. Sono persone concrete che non hanno bisogno di avvolgersi in bandiere di partito, sono persone concrete che liberamente hanno indicato che esiste una strada che supera gli steccati, le barriere, che deve essere capace di mettere insieme anime politiche diverse, perché abbiamo bisogno di fare convergenza, abbiamo bisogno di fare sintesi tra anime politiche diverse. Ma questa è la vera arte della vera politica.

Attraverso queste convergenze la Lombardia può tornare ad essere un punto di riferimento assoluto per la qualità della vita. Ma se vogliamo raggiungere l’obiettivo dobbiamo avere una visione a 360°.

Dobbiamo abbracciare tutti gli aspetti che rendono migliore la quotidiane delle persone e loro prospettive future.

Non c’è qualità della vita senza sicurezza, senza un efficace piano dei trasporti, senza un modello di sviluppo che favorisca occupazione e impresa e crescita. Ci sono province in Lombardia al di sotto della media del Pil nazionale, sono due province. Questo non è ammissibile per la nostra regione. Dobbiamo lavorare per superare queste disuguaglianze.

Oggi mi sono emozionata nel toccare con mano il calore che mi state dando ma voglio ricordarne una in particolare. Una piccola comunità di ragazzi fragili mi ha regalato un vasetto di miele… Io in questo vasetto di miele vedo tanti significati. Vedo l’operosità dei lombardi, il valore prezioso delle piccole cose, dei piccoli borghi, delle tante anime della nostra regione, mi ricorda che nella mia campagna elettorale il miele mi addolcirà. Lo prendo anche come portafortuna, l’ho portato anche oggi. Sono ragazzi fragili, cge stanno facendo un percorso difficile, lo stanno facendo con convinzione. Ho chiacchierato con loro, siamo stati insieme una sera. Mi hanno raccontato le loro paure, mi hanno raccontato le loro ansie, i loro sogni.

Il sogno di una ragazza ad esempio è di riuscire in questa cascina a fare un canile, per aiutare i ragazzi ma per aiutare anche i cani. Lo faremo, li aiuteremo anche in questo. E questa non è una promessa, è una cosa che faremo.

Oggi sono emozionata per aver sentito tutte le testimonianze che si sono succedute su questo palco, anime diverse ma tutte accomunate dall’amore per la nostra terra, per renderla migliore. E ancora tante riflessioni che mi sono giunte e che faranno parte del mio programma che costruirò con chi rappresenta i diversi settori, un programma aperto.

E poi un’altra riflessione. Mentre fuori da queste stanze si continua a semplificare, a rinchiudere dentro gabbie, il mondo fuori sta cambiando ad un velocità incredibile. La globalizzazione non ha dato risposte a tutti. Gli scontenti non hanno avuto risposte, noi cercheremo di darle perché la politica ha la necessità di farsi carico di tutti coloro che sono rimasti indietro e di tutti coloro che sono avanti e che hanno bisogno di un contesto che consenta loro di essere trainanti. Una politica per la crescita inclusiva, la crescita di chi è capace di investire, di essere proiettato nel futuro senza lasciare indietro nessuno.

Questo è un impegno vero, concreto per accorciare le distanze, non per dilatarle. Un impegno che ci deve vedere creare connessioni tra i territori, le imprese, il terzo settore con le istituzioni, soprattutto le persone. Perché questi sono anni che hanno visto troppi anziani restare soli. Queste connessioni umane che vanno al di là delle connessioni infrastrutturali, digitali, che sappiano rispettare l’altro, rispettare le idee degli altri. Per avere quella mediazione che è l’arte della vera politica.

Nella nostra Regione quello che conta sono i fatti, fatti e risultati. Fatemi dire un’ultima cosa. Mi sono messa i gioco perché ritenevo giusto mettermi in gioco e voglio vincere. La vittoria può essere alla nostra portata, sentendo il vostro calore oggi ne sono convinta.

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