La lettera – “Io non CREDO…, perché la Lega potrà anche vincere col centrodestra ma avrà consegnato tutto il Nord alla Meloni”

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Alla c.a. Direttore La nuova Padania Stefania Piazzo

Campagna elettorale 2022. Dopo l’arcaico “Dio, Patria, Famiglia” rispolverato dai fratelli tricolore, Matteo Salvini ci propone un nuovo slogan elettorale di stampo cresimaleIO CREDO. Un nuovo personaggio, dopo il populista, il ruspista e il sovranista, entra nella scena della propaganda politica: il credente. Probabilmente è un mio limite, ma non riesco a comprendere in che cosa abbia effettivamente creduto il leader della Lega in tutti questi anni. Salvini, apparentemente, ha creduto a molte cose, talvolta, in netta contrapposizione tra loro, dalla verde Padania all’Italia azzurra e tricolorecome evidenziano plasticamente anche i suoi famosi cambi di t-shirt. A partire da quando partecipava alle elezioni del Parlamento Padano nel 1997 nelle vesti del comunista padano fino al “basta-euro” della campagna elettorale del 2018. Maneggiando rosari e attestando grande stima per Putin. Maglietta compresa. Per entrare poi, nel 2021, nel governo Draghi, l’ex-presidente della BCE, dopo l’ulteriore metamorfosi dal nazionalismo tricolore al sovranismo e dopo un governo con i Cinquestelle.

Ancora oggi mi chiedo a che cosa credesse Salvini nelle fatidiche giornate al Papeete di Milano Marittima. Probabilmente, i sondaggi allora estremamente favorevoli, avranno fatto la loro parte. Sondaggi che ora prefigurano una vittoria praticamente certa della coalizione del centro-destra. La vittoria è da attribuire sostanzialmente all’imponente crescita del consenso nei confronti dei Fratelli d’Italia. Consenso derivante, per la maggior parte, dalla scelta coerente di rimanere all’opposizione. Da questo punto di vista, secondo me la Lega, sotto il profilo degli obiettivi politici strategici, ha già perso. Nel 2018, la “Lega per Salvini Premier” otteneva il 17,35% dei consensi e Fratelli d’Italia il 4,35%.

Ora, dopo quattro anni di cambi in corsa di maglietta, governi e opinioni, Salvini si ritrova a dover difendere un 13-14% di consensi mentre Fratelli d’Italia dovrebbe attestarsi al 23-24%. In Veneto, c’è chi teme che la Lega possa invece ottenere una percentuale di consensi non superiore al 10-11% e Fratelli d’Italia possa addirittura arrivare al 30%. Un “effetto sorpresa” come quello dei Cinquestelle nel 2018. Ecco perché Zaia, secondo me, ora apre a sinistra su temi come l’omosessualità e critica una certa arretratezza culturale della destra sui temi della società. Sinceramente, non mi importa molto del ridimensionamento della lega salviniana, in un certo senso salutare. Purtroppo, le scelte governative e le tattiche a geometria variabile del “capitano”, stanno per consegnare il Nord, la Padania, in mano ad una forza politica la cui priorità non è certo l’autonomia. Il presidenzialismo dei Fratelli d’Italia “odora” di rafforzamento del centralismo. Una vittoria del centro-destra a forte trazione FdI potrebbe archiviare, per molto tempo, anni di lotta politica, non dico per l’indipendenza, ma, almeno, per l’autonomia della Padania. Questa è la vera sconfitta.

Cordiali saluti

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