Cina “mangiatutto”? Il nuovo accordo di libero scambio RCEP

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di Marcus Dardi – Il 15 novembre 2020 è nato, in Asia, un nuovo e grosso accordo di libero scambio. Si chiama “Regional Comprehensive Economic Partnership” sintetizzato in RCEP.

Quest’accordo ha una portata storica poiché interessa il 30% del mercato mondiale coinvolgendo 2 miliardi e mezzo di persone. Sul pianeta siamo 8 miliardi ma, tenendo presente che l’Africa è abbondantemente dominata dall’influenza economica cinese, metà del pianeta è fortemente condizionato dalla Cina.

La forte sensazione è quella che gli Usa, avendo volutamente indebolito la loro leadership mondiale, abbiano permesso ai paesi asiatici di spingere sull’acceleratore.

E’ assolutamente evidente che quando si parla di Asia si pensa subito alla Cina come potente leader indiscusso.

Nella storia dell’economia si sono sottoscritti altri accordi commerciali, ricordiamo quello dei paesi emergenti BRIC (Brasile, Sud africa, India e Cina) o come il Quad (USA, EU, Giappone, e Canada). Purtroppo completamente inutili e oggi inermi contro il gigante rosso con 5 stelle nella bandiera.

La politica cinese sostenuta dal suo presidente Xi Jinping è quella del multilateralismo e la sua abilità è, da sempre, quella di infilarsi, come un cuneo, negli spazi lasciati vuoti dagli USA e dalla debolissima UE.

Al recente World Ecomonic Forum di Davos gli interventi del presidente cinese non hanno lasciato nessun dubbio a riguardo.

Questo nuovo accordo commerciale ha sorvolato sui temi ambientali, sui temi dei diritti umani e di quelli sulle condizioni di lavoro. E’ risaputo che chi detta le regole di un accordo internazionale obbliga tutti gli altri a rispettare le loro decisioni, pena l’esclusione da metà del mercato mondiale.

In un Europa costituita in prevalenza di pensionati, bisogna stare molto attenti.

C’era, un tempo, un gioco di carte molto amato tra i pensionati: asso piglia tutto. Oggi è Cina piglia tutto.

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