Scuola, tutto sprofonda escluso il numero dei docenti

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di Sergio Bianchini – La recente vicenda della famiglia finlandese che è scappata dall’Italia dopo aver provato per alcuni mesi la nostra scuola mandandovi i figli piccoli è molto indicativa ma non stupisce chi, come me, da decenni ormai sottolinea il costante degrado e la quasi ormai totale ingovernabilità delle scuole, delle classi e degli alunni.

Ingovernabilità da imputare ai ministri dell’istruzione ed ai governi che quando si occupano di scuola pensano solo a proteggere ed aumentare il numero dei docenti.

Probabilmente ci sono ai vertici anche persone interessate agli alunni ma solo nella misura in cui il “pianto antico” consente di aumentare il numero dei docenti.

Vediamo questi numeri che parlano da soli, li estraggo da un articolo del Messaggero del 5 gennaio: gli alunni sono 7.286.151; i docenti ordinari che lavorano a classe intera sono 684.600; i docenti di sostegno sono 186205.

Nel ’68 i nati furono circa 1.000.000 e gli insegnanti erano circa 400.000.

Il 2022 è stato il primo anno sotto quota 400mila nuovi nati nella storia del nostro Paese. I figli primogeniti sono il 2,9% in meno rispetto 2020 e il 34,5% in meno rispetto al 2008.

Nonostante il costante calo del numero delle nascite il numero dei docenti non ha fatto che aumentare con vari espedienti, tutti nobili e indiscutibili nella loro splendente umanità.

Il primo espediente, che era il più ragionevole e con precedenti europei, fu di portare a 25 il numero normale di alunni per classe abbattendo l vecchio standard di 36 alunni per classe.

Il secondo espediente fu l’assegnazione alle classi degli alunni portatori di handicap (cosa giusta e perfino creativa sul piano sperimentale). Questa assegnazione vide la nascita della presenza in classe di un docente dedicato a sostenere l’inserimento e l’interazione tra l’alunno handicappato e la classe. Mediamente c’era un docente di sostegno ogni 4 alunni portatori di H, oggi definiti come diversamente abili.

Circa 20 anni fa una sentenza fece raddoppiare il numero dei docenti di sostegno che passarono da 50.000 a 100.000. Oggi sono 186.205. Praticamente uno ogni alunno certificato, ma non è difficile prevedere ulteriori sviluppi perché siccome il docente di sostegno ha un orario di 18 ore settimanali e l’alunno ne ha invece almeno 30( ma spesso 40) la compresenza nella classe è parziale. Quindi c’è spazio persino per raddoppiare.

Non parliamo poi delle altre patologie oggi crescenti (i disturbi specifici dell’apprendimento come la dislessia ecc) che a differenza dell’handicap sono considerate reversibili e non hanno ancora dato luogo ad assegnazioni di personale aggiuntivo. Ma basterebbe una sentenza per “aggiustare” le cose.

Ma anche fuori dai binari del sostegno c’è stato un espediente che ha aumentato dell’8% il numero dei docenti. Fu la buona scuola del governo Renzi varata nel maggio 2017 che assegnò ad ogni scuola dei docenti finalizzati a progetti creativi non curricolari.

Nel frattempo si è cercato di portare il tempo scuola degli alunni a livelli sempre più alti forzando in tutti i modi il tempo pieno anche dove non lo desiderano e facendo del tempo scuola italiano un record europeo sia nelle ore annuali degli alunni sia negli anni necessari per il diploma che da noi sono 13 anziché 12.

L’altra anomalia della scuola stipendificio italica è che abbiamo l’orario di servizio dei docenti più basso del mondo e nemmeno si parla di istituire l’insegnante a tempo pieno.

Tutti i provvedimenti menzionati ci hanno portato ad avere un docente ogni circa 8 alunni. Sicuramente un record mondiale. Ma la scuola è migliorata? No, chi può scappa.

La terapia vera sarebbe semplice: 3 massimo 4 ore al giorno di lezioni a classe intera e doposcuola pomeridiani per le carenze di apprendimento degli alunni meno sostenuti dalle famiglie.

Docenti con stabilità territoriale e almeno in buona parte con contratto a tempo pieno a cui affidare il coordinamento dei consigli di classe ed il rapporto con famiglie e territorio.

Miglioramento del consiglio orientativo per gli studi dopo la media con la fine della spinta licealista e universitaria ed un vero adattamento alle caratteristiche di ogni alunno per gli sviluppi professionali.

Qualcuno vuole sentire?

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