Presidi chiedono vaccino obbligatorio. Green Pass per la scuola

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 A settembre si torna in classe in presenza. Questo l’orientamento del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che oggi ha incontrato i sindacati per parlare della ripartenza dell’anno scolastico. “Noi non possiamo che dirci soddisfatti da questa presa di posizione, anche perché siamo stati i primi, mesi fa, a parlare della validità di un rientro senza didattica a distanza. Plaudiamo alla determinazione del ministro anche perché, dai dati a disposizione, risulta che la copertura vaccinale del personale scolastico sia pari all’85,5% su base nazionale”. Così Attilio Fratta, presidente di DirigentiScuola, sindacato dei presidi, commenta la riunione con il capo del dicastero di Viale Trastevere. Per quanto riguarda la situazione vaccinale, Fratta ribadisce la sua convinzione: “Noi siamo per una ripresa in totale sicurezza: approviamo l’inserimento del Green Pass per chi lavora nella scuola”.

“Nella riunione si è lavorato – sostiene Fratta – per ridare centralità alla scuola, ma ora dobbiamo guardare avanti”. Secondo il capo di DirigentiScuola “i problemi da affrontare sono numerosi e fino ad oggi irrisolti”. Fratta li elenca: la ripresa deve essere in sicurezza, sotto tutti gli aspetti. Dalla salute pubblica all’edilizia scolastica. Bisogna risolvere il problema della classi pollaio, coprire tutte le strutture con personale di ruolo in possesso delle necessarie competenze e la presenza dei dirigenti in tutte le scuole. 

 “Il Dicastero – attacca Fratta – finora si è mostrato sordo alle nostre innumerevoli sollecitazioni sempre accompagnate da dettagliati documenti tecnici. È stata offerta una fattiva collaborazione. Il ministro ha anche ricevuto i preoccupanti dati sul burn out della dirigenza scolastica. Se i dirigenti non stanno bene, la scuola non può funzionare: bisogna intervenire una volta per tutte sulle pesanti e sproporzionate responsabilità di cui sono gravati. Urge, per questo, convocare il tanto atteso Tavolo sulla dirigenza, inizialmente avviato ma poi andato in fumo. Senza la risoluzione dei problemi di chi guida la scuola italiana, la riapertura dell’anno scolastico sarà messa a rischio”.

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