Italia rischia esclusione dalle Olimpiadi

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Italia fuori dalle Olimpiadi di Tokyo? Si corre sul filo delle ore, il tempo passa veloce, ma lo sport va incontro ad un ammonimento (‘warning’), o addirittura ad una pesante sanzione, da parte del Comitato Olimpico Internazionale che non avrebbe precedenti nella storia italiana. Il Coni non è autonomo a seguito di una legge dello Stato italiano e per questo rischia un provvedimento perché in violazione dell’articolo 27, al capitolo 4 della Carta Olimpica, la ‘Bibbia’ dello sport a livello planetario.

Mancano due giorni per rimediare. In videoconferenza, dalle ore 12 alle 16 di mercoledì si collegheranno i membri dell’Esecutivo del Cio (governo dello sport mondiale) per discutere delle problematiche del movimento a cinque cerchi. Il presidente del Cio, Thomas Bach dopo i consueti saluti iniziali iniziera’ a scorrere i punti del sempre fitto ordine del giorno. Saranno trattati vari tempi, dallo stato dei lavori delle prossime Olimpiadi (fino a Los Angeles 2028) ad eventuali situazioni dei comitati olimpici nazionali.

In una ricostruzione tecnica, Agi spiega i dettagli di questo empasse.

PERCHE’ IL CONI VIOLA LA CARTA OLIMPICA

Il Coni, unica struttura di riferimento in Italia per il Comitato Olimpico Internazionale, viola la Carta Olimpica. Sul tema il presidente dello sport italiano Malago’ ha più volte ammonito, “stiamo scherzando con il fuoco”. Il 30 dicembre 2018 con l’approvazione della Legge di stabilita’ (al Governo c’erano Movimento 5 Stelle e Lega), Coni Servizi ha cessato di esistere ed è stata creata ‘Sport e Salute’.

Un fatto per il quale il Coni ha dovuto informare Losanna, citta’ olimpica e sede del Cio. Va precisato che una sospensione non è una squalifica. La prima può essere revocata quando il soggetto o ente sospeso ritorna a rispettare la norma/legge inizialmente violata (puo’ essere convocato anche un Esecutivo ad hoc), la seconda ha una scadenza temporale precisa.

Il comma 6 dell’articolo 27 della Carta Olimpica recita, “i Comitati olimpici nazionali (Noc) devono preservare la propria autonomia e resistere a pressioni di qualsiasi tipo, incluse quelle politiche, giuridiche, religiose o economiche”. Esplicita è anche la menzione della possibile sospensione, “se la costituzione, la legge o altre norme in vigore nella Nazione in questione, siano ostacolo all’attività o alla libera espressione del Noc stesso”.

Le sanzioni sono regolate dal capitolo 6 della Carta e sono indicate le procedure per arrivare alla redenzione. Il punto 1.4 dell’articolo 59 riguarda tutte le misure che possono essere prese nei confronti dei Comitati olimpici nazionali. Si parla di sospensione (verrebbe inflitta dall’Esecutivo del Cio), revoca del riconoscimento provvisorio (sempre di pertinenza dell’Esecutivo), revoca del pieno riconoscimento (è la Sessione plenaria a decidere in merito) e revoca del diritto di organizzare una Sessione (Sessione). Nei due commi dell’articolo 61 sono indicate le modalità per risoluzione delle controversie che vengono prese solo dall’Esecutivo o, in alcuni casi, anche dal Tribunale Arbitrale dello Sport.

CONSEGUENZE CON CONI SOSPESO

Con l’eventuale sospensione del Coni, oltre alla figuraccia sullo scacchiere mondiale garantita, l’Italia dello sport è ufficialmente fuori dalle Olimpiadi di Tokyo. Se la sanzione dovesse restare, il 23 luglio prossimo l’Italia non potrà sfilare sotto la bandiera italiana. Ai Giochi, in caso di vittoria, non verrebbe suonato l’inno di Mameli, le divise sarebbero ‘neutrali’ senza scritta ‘Italia’ o ‘Ita’, e le medaglie rientrerebbero nel serbatoio degli Independent Olympic Athletes (IOA). Non solo. Ai Giochi nella terra del Sol Levante parteciperebbero solo atleti italiani qualificati e a titolo individuale e non le squadre. Traduzione: niente nazionali di pallavolo, softball e Settebello. Per le squadre italiane che dovranno ancora tentare la qualificazione ai Giochi, le modalità saranno decise dal Cio. Niente ‘sogno’ olimpico nemmeno per dirigenti e giornalisti italiani perché il Cio non rilascerebbe accrediti ad un Comitato olimpico sospeso. In caso di sospensione del Coni e quindi dell’interruzione dei rapporti istituzionali con il Comitato Olimpico Internazionale, quest’ultimo potrebbe decidere di sospendere anche il contributo, o tranche di esso (925 milioni di dollari complessivi), destinati ai Giochi invernali di Milano-Cortina del 2026. 

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