Rossi, Ordine medici Milano: Gettonisti non si superano con contratti liberi professionisti ma rafforzando il sistema pubblico

10 Gennaio 2024
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 “Io sono anche d’accordo che non ci deve più essere il rapporto con le cooperative”, quindi con lo stop ai medici gettonisti decretato in Lombardia. “D’altra parte però non ritengo vada neppure bene pensare di risolvere la cosa con dei contratti liberi professionali. Bisognerebbe piuttosto risolvere una volta per tutte il problema alla radice e pensare a rimpolpare nel modo corretto le piante organiche degli ospedali e dei pronto soccorso. Non può essere che in un reparto 10 vanno in pensione e vengono sostituiti da 4. Questo non deve più essere. E invece ormai da molti anni è così e il risultato è la desertificazione delle strutture sanitarie pubbliche. Questa cosa non può più andare avanti” . Lo sottolinea all’Adnkronos Salute Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine dei medici di Milano, commentando l’avvio del bando per il reclutamento dei medici liberi professionisti per pronto soccorso e anestesia e rianimazione, annunciato dall’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso. “Io penso che il medico deve essere ‘stanziale’ e deve ben conoscere il posto dov’è. Penso che la remunerazione deve essere adeguata, ma non sia giusto che a volte ci sono dei colleghi che vengono pagati tre volte tanto rispetto al collega strutturato, perché la cooperativa ha fatto questo tipo di contratto. Quindi concordo che questa è una cosa che va cambiata”, ragiona Rossi che però non è convinto dalla scelta di reclutare medici con contratti liberi professionali.

 “Continuo a ripetere che se si è scelta in Italia la strada del concorso per entrare in una struttura pubblica o noi diciamo che questa strada oggi è obsoleta e la abbandoniamo mettendo in campo un diverso modo di approcciare il problema – che sia con una chiamata diretta, una valutazione su titoli o in un altro modo – e allora entriamo in un’altra logica. Ma se la logica resta quella che sono dipendenti pubblici e vanno assunti per concorso, allora la strada maestra deve essere quella di rimpolpare correttamente le piante organiche con contratti fatti bene, che rispettino il contratto collettivo nazionale e possono dare ai colleghi tutte le tutele”, continua il presidente di Omceo Milano. “Ora non c’è più la cooperativa, però c’è il collega con contratto libero professionale, contratto in cui anche le strutture pubbliche possono mettere le clausole più varie e con il quale ovviamente uno si ritrova a pagare non solo le tasse ma anche la previdenza da solo. Poi, comunque, un collega che ha un contratto di questo genere è e sarà sempre un precario, mentre il collega che ha il contratto da dipendente non è un precario. Queste differenze per colleghi che lavorano fianco a fianco non le tollero anche da un punto di vista deontologico. Perché non ha senso che due persone che svolgono lo stesso mestiere e hanno la stessa mansione hanno due trattamenti differenti”, conclude Rossi.

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