La parlata provenzale-alpina, lingua minoritaria del Piemonte, va verso l’estinzione?

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di Roberto Gremmo -La parlata provenzale-alpina, lingua minoritaria del Piemonte, va verso l’estinzione? Dalle pagine on line di “Etnie” del pioniere dei popoli minoritari Roberto Sonaglia, l’autorevole studioso Roberto Saletta lancia l’allarme e dice che il progressivo, inarrestabile, svuotamento abitativo delle valli sta, lentamente ma inesorabilmente, facendo scomparire una delle più melodiose parlate locali tradizionali. Molto giustamente, Saletta punta il dito anche su quello che definisce “autonomismo mondialista”, che per un decennio e’ imperversato fra val Varacho e val Grano contrabbandando con quello che definisce “mero velleitarismo” un privilegio linguistico scritto sulla sabbia ed a tavolino. E sono sue molte colpe se l’autentica identità etnica locale si sta perdendo.

Eppure le lingue provenzali, così vive e così varie, gabellate per occitane tout court, sono state per anni oggetto di attenzione e di cure che ne avrebbero dovuto garantire non solo la sopravvivenza ma addirittura la rinascita. A livello di Stato italiano c’e’ addirittura una legge che tutela la cosiddetta “minoranza occitana” e le riconosce una dignità (razzisticamente) negata, ad esempio, alla lingua Piemonteisa. Non so quanti contributi pubblici hanno avuto dalla Regione Piemonte associazioni, sodalizi e circoli “occitani” per manifestazioni culturali dove molte volte prevale l’uso dell’italiano ma non si manca mai d’innalzare il vessillo porporato importato da fuori. La manifestazione musicale più d’Oc e’ una sarabanda scatenata dove lo strumento più usato e gabellato come tipicamente occitano e’ la ghirinda che, come spiega l’esperto Doro, ha origini piemontesi.

Tutto questo rutilante caravanserraglio minoritario non ha impedito il declino reale della lingua del posto, ma nessuno si e’ chiesto perché e’ avvenuto. Invece, e Saletta ne prende correttamente atto, la tanto bistrattata lingua Piemonteisa resiste e si difende. Malgrado vogliano considerarla solo un dialetto di nostalgici contadini.

Photo by marco timelli 


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