La corazzata Germania si inabissa: per uscirne l’élite europea pensa alla guerra

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di Luigi Basso – Le maggiori testate giornalistiche mondiali che si occupano di economia hanno registrato un fatto clamoroso.
Per la prima volta dalla riunificazione tedesca il mitico surplus commerciale di Berlino è sparito ed è entrato in territorio negativo: meno un miliardo di euro solo nel mese di maggio.
In altre parole, per la prima volta dal 1991, la Germania ha dovuto spendere più soldi per importare rispetto a quanto incassato dalle esportazioni.


Il motivo del tracollo non è solo legato all’aumento dei costi delle materie prime, che ha fatto schizzare alle stelle il valore delle importazioni, ma anche ad una netta diminuzione delle esportazioni verso Regno Unito, Russia, Cina e altri Paesi UE.


Il valore delle importazioni è così salito a 126, 7 miliardi e quello delle esportazioni è sceso a 125,8 miliardi.
Il resto dell’UE non se la passa meglio: l’intera zona Euro ha oggi un disavanzo commerciale di 32,4 miliardi, mentre un anno fa registrava un surplus di quasi 15 miliardi.
Le previsioni macroeconomiche a breve termine, uno o due anni, sono fosche e si parla ormai chiaramente di una grande recessione.
Per uscirne, gran parte dell’elite europea pensa di fare la Guerra.

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