Milano e Varese, crocevia internazionale del terrorismo. “Traffico impressionante di documenti”

Lettura 2 min

Un traffico di documenti come quello venuto a galla dopo l’arresto del 35enne ceceno, Turko Arsimekov, “non si era mai visto”: “impressionante”, da quanto emerge nell’indagine antiterrorismo della Procura di Milano, il numero di documenti falsificati e venduti dall’organizzazione di cui l’uomo faceva parte, nell’ordine delle diverse centinaia. Su questo punto ora i magistrati della divisione specializzata, guidata da Alberto Nobili, vogliono fare luce. Il 35enne è stato ascoltato oggi per la seconda volta dai pm (Paola Pirotta ed Enrico Pavone i titolari del fascicolo), e ha ribadito quello che era gia’ emerso dalle indagini, limitandosi a descrivere la sua attività: il suo ruolo era una sorta di ‘casella postale’, alla quale arrivavano i documenti fabbricati e da cui poi venivano smistati, per una paga di 20 euro al giorno.

Il tutto a Varese, città dove il ceceno viveva e dove è stato arrestato (una domanda d’asilo era ancora pendente all’ufficio immigrazione).

Arsimekov si trova ora in carcere e ha cambiato difensore, affidandosi ad un nuovo legale di fiducia. Un interrogatorio, quello di oggi, che è stato definito “perlustrativo e conoscitivo” per comprendere gli argomenti su cui risentirlo già nei prossimi giorni. Quello che emerge, intanto, è che il business dell’organizzazione fosse rilevante e che i clienti fossero soprattutto cittadini dell’Est. Compito degli inquirenti sarà ricostruire ‘l’organigramma’ della struttura di cui era alle dipendenze, ed arrivare a capire chi fossero i capi dell’organizzazione, in Italia ed eventualmente anche all’estero.

L’indagine milanese, infatti, ha già contorni internazionali: è partita da un input venuto dall’Austria, dopo l’attentato in cui sono morte 4 persone. Il punto di avvio – ma è una circostanza su cui si stanno facendo verifiche, si fa sapere – è il fatto che uno dei documenti in possesso dell’attentatore di Vienna, Kujitim Fejzulai, fosse stato acquistato proprio da questo gruppo; l’indagine austriaca ha mostrato che l’attentatore di Vienna faceva parte di una cellula terroristica di matrice balcanica.

Photo by Specna Arms 

Servizio Precedente

Poliambulanza di Brescia vince Lean Health Award, prima tra 100

Prossimo Servizio

Arcuri annuncia vaccinazione di massa entro settembre, "non c'è obbligo ma ci sarà patentino di immunità"

Ultime notizie su Lombardia