Occhio all’infodemia. Troppo Covid sui media fa male alla salute

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di Marcus Dardi – Come spesso accade, avere una visione settoriale dei problemi, non solo ne trascura altri ma peggiora il quadro d’insieme.

Diversi studi psicologici fatti da fonti autorevoli hanno dimostrato che sia i lockdown che le misure di confinamento hanno esposto le persone ad un grave stress collettivo che non ha avuto precedenti nella storia. Questo fenomeno viene chiamato psico-pandemia.

I ricercatori italiani dell’Università di Padova e della Santa Lucia di Roma, hanno preso a campione 1200 persone, indagando sul loro funzionamento cognitivo e concentrandosi sulle abilità mentali come: attenzione, concentrazione e memoria, nella vita di tutti i giorni.

Le persone osservate hanno evidenziato forti disturbi nel sonno, d’ansia, di paura, di bulimia e una prevalente depressione. Non ne ha risentito la memoria che per via dei ridotti impegni ha funzionato meglio.

Le persone più vulnerabili che hanno subito più danni psicologici dai lockdown sono stati i giovani, le donne, i disoccupati e chi lavorava solo da casa.

L’eccessiva esposizione ai mass media e la conseguente “infodemia” hanno sicuramente amplificato i disturbi psicologici legati alla paura e all’ansia. Da sempre a caccia di audience, amplificando solo le notizie angoscianti, nessuno di loro ha pensato a bilanciare la situazione con programmi incoraggianti.

L’infodemia da Covid-19 è diventata una vera malattia psicologica e sociale e andrebbe tenuta in considerazione pari ai dati sull’ RT e sugli altri dati che, riceviamo, tristemente indifesi, nei loro bollettini di morte quotidiani.

Speriamo che tutto finisca al più presto e che, in futuro, gli psicologi e gli economisti vengano ascoltati almeno al pari o più, dei virologi.

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