Non prendetevela con tedeschi e olandesi. Siamo noi ad avere un esercito di prefetti, forestali e politici che hanno preso casa ai Parioli

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di Giuseppe Reguzzoni – So di essere impopolare, ma ci provo lo stesso. Dunque, se le cose vanno male, sarebbe colpa dei cattivoni del nord Europa che ci negano i crediti? È la signora Merkel che ci impone di avere un’infinità di Loro Eccellenze i Prefetti e i Viceprefetti, ciascuna con alloggio e auto di servizio? La Germania non li ha e funziona benissimo. Forse è il caso di ricordare che nella ricca Germania lo stipendio della cancelliera è più o meno quello di un consigliere regionale italiano (e noi ne abbiamo un migliaio a scaldare le sedie e a trasmettersi i vitalizi). Un senatore della Repubblica guadagna più del Presidente degli USA.

Il Quirinale costa volte di più della monarchia britannica (e noi abbiamo anche gli ex presidenti). La Calabria ha più forestali del Canada, la Sicilia più di tutti i paesi scandinavi. Il Ministero della Pubblica Istruzione, che dà stipendi da fame ai suoi docenti e infila 34/35 alunni per classe, ha 42 dirigenti di prima fascia (stipendi da nababbi). Il Presidente della Confederazione Svizzera va in treno e coi mezzi pubblici (che funzionano), mentre a sud delle Alpi dai sottosegretari e dai prefetti in su ci si muove con uno stuolo di aerei di stato, autoblu, scorte, personale di servizio e tappeti rossi.

Poi, i cattivi sono i Tedeschi e gli Olandesi; però la Germania ha dieci volte i posti letto e le terapie intensive dell’Italia … E se, invece, di tagliare sanità e scuola, le nostre “classi dirigenti” avessero tagliato questi e altri privilegi? Già, periodo ipotetico della irrealtà: il porco non va da solo dal macellaio.

P.S.. per i nordisti italici che ce l’hanno con Danesi, Olandesi e Tedeschi: se il Veneto o la Lombardia fossero indipendenti, accettereste di pagare i debiti della Campania e i “parlamentari” siciliani? Beh, lo state già facendo da un pezzo. E, intanto, i vostri “rappresentanti” han preso casa ai Parioli.

Photo by Zoe Holling

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