Se g’han de dì?

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di Marcus Dardi – Se g’han de dì è’ una canzone popolare milanese che si perde nelle origini della tradizione dei canti dell’osteria.
Nella canzone si nominano diverse figure professionali che vengono messe in ridicolo. Nel tempo il testo è stato più volte cambiato ed adattato a situazioni attuali, come anche nella nostra versione.
Fino agli anni ’70 la si ascoltava in moltissime feste di piazza del Nord Italia poiché la canzone appartiene al repertorio del Folk lombardo.

La metrica di questa canzone è la classica metrica dello stornello. Già nel medioevo si usava stornellare nelle osterie con delle semplici chitarre o liuti. Il bello di queste stornellate era che ognuno inventava le strofe che voleva e le più carine venivano poi ripetute e tramandate.

In questa stornellata si usava prendere in giro le varie professioni e la si potrebbe prendere come una satira contro le leggi sulle arti e le corporazioni che tanto ostacolavano il libero commercio già dal medioevo.

Il liuto è uno strumento a corde di antichissime origini, si presume dall’antico Egitto e dall’antica Babilonia. Si diffuse moltissimo tra gli Arabi del Vi secolo che lo portarono in Europa. La parola liuto deriva dal suo nome arabo al’ud = il legno.

La chitarra deriva anch’essa dalla famiglia dei liuti, si sviluppò in Italia in epoca barocca ma le prime chitarre risalgono a 3500 anni fa. Ne fu trovata una nella tomba egizia di Har-Mose Sen-Mut e ne furono rinvenute alcune anche in Persia.
La parola chitarra proviene dallo strumento medioevale quinterna = dal latino quinque=cinque e dal persiano tar=corda.

Photo by panitan punpuang

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