I 5Stelle e la Palestina, nozioni elementari di storia per non sbagliare epoca

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di Gian Giacomo William Faillace – Nel navigare nel sito del Movimento 5 Stelle, mi sono imbattuto in un post del loro portavoce alla Commissione Esteri alla Camera dei Deputati dal titolo “L’annessione della Cisgiordania mina pace e dialogo”, in cui si esorta il governo italico di scongiurare il piano di Netanyahu e di attivarsi per mettere in atto azioni immediate e decisive a dimostrazione del proprio non riconoscimento dell’annessione israeliana di aree dei Territori palestinesi occupati, attraverso una risoluzione in modo che si possa agire in maniera ferma ed unitaria.

Al fine di scrivere un articolo il più imparziale possibile in materia, ho provato a contattare l’Ambasciata della Palestina in Italia, mi avrebbero dovuto richiamare ma conditio sine qua non per ottenere un’intervista è appoggiare senza se e senza ma la causa palestinese.

Peccato che la storia sia una materia di studio e, ovviamente, se i dirigenti del M5S sono lacunosi in geografia, possiamo sperare che abbiano una minima conoscenza storica? Facciamo un piccolo ripasso di una materia, ai più, sconosciuta.

Il Regno di Israele cessò la sua esistenza quando venne occupato dagli Assiri nel 721 a.C., molti ebrei vennero deportati in Mesopotamia, il Regno di Giuda, invece, con capitale Gerusalemme, continuò la sua esistenza fino al 564 a.C. quando venne invaso e la sua popolazione deportata a Babilonia, da qui la Cattività babilonese che durò 50 anni. Nel 538 a.C. l’imperatore persiano Ciro il Grande conquisto Babilonia e permise agli ebrei di ritornare presso le loro terre, il Tempio di Gerusalemme venne ricostruito ma ben presto Alessandro Magno riconquistò gran parte del Medio Oriente sconfiggendo i persiani nella battaglia di Isso, con la quale i macedoni si aprirono la strada verso la Fenicia e successivamente verso Gaza.

Ma il Regno di Giuda, con questo nome, continua ad esistere, seppur occupato, seppur provincia romana fino alla grande rivolta ebraica che costò l’espulsione di buona parte degli Ebrei dalle loro terre e la distruzione del tempio con relativo saccheggio ad opera dei romani. Sempre quest’ultimi, ribattezzarono Giuda in Palestina ma, udite udite, era sempre abitato dalla popolazione ebrea. Persino Gesù, che il papa lo voglia o no, era ebreo, con mamma e papà ebrei, non era un profugo e si trasferì per qualche anno in Egitto, anch’esso provincia romana.

Gli arabi a quel tempo non esistevano, così come non esisteva l’Islam, nato circa 600 anni dopo la nascita di Gesù.

Però a questo punto gettiamo luce sull’oscurità, facciamo in modo che la storia sia testimone dei tempi e luce della verità: il termine Palestina venne coniato ufficialmente dai romani all’epoca dell’imperatore Adriano nel 135 d.C. per indicare quella provincia che prima si chiamava Iudaea e comprendeva il Regno di Giudea, la Samaria, la Galilea e la Filistea, quindi nulla a che vedere con Hamas e Al-Fatah.

Anche Erodoto, vissuto prima delle conquiste di Roma definì una piccola area, oggi Gaza, col nome di Palestina ma attenzione: in quell’area ci vivevano i filistei e chi erano i filistei? Arabi? NO! I filistei non erano arabi, questa popolazione era di origine cretese e si stabilì in quella regione tra il 1200 e l’800 a.C. Erano cretesi e i reperti archeologici e i testi egiziani dell’epoca risalente al faraone Amenophi III dichiarano le origine cretesi dei filistei. Pertanto mi spiace che la dirigenza di Hamas rivendichi quei luoghi affermando che gli arabi vivevano a Gaza prima ancora della nascita di Cristo. Quindi niente Hamas, niente Al-Fatah e niente palestinesi anche questa volta. Solo i pentastellati e falciamartellati ci credono, così come monarchi teocratici assoluti credono che il loro datore di lavoro, Gesù, fosse palestinese.

Per quanto riguarda gli arabi, non c’è molto da dire: non esistevano in quel tempo. La Penisola Arabica era divisa in vari regni e popolazioni nomadi e solo dopo l’avvento di Maometto, che con la pace eterna della spada ed in nome di Allah, li ha unificati e si è arrivati ad avere una popolazione araba. Ma prima, all’epoca di Roma e di Gesù, e quindi preislamica, nell’attuale Arabia, vivevano varie popolazioni: nel nord della Penisola Arabica vi erano varie tribù nomadi indipendenti che non costituivano degli stati: erano nomadi, senza patria. Nel sud della Penisola Araba invece esisteva un popolazione più sedentaria: gli Himyariti che occupavano l’attuale Yemen, quindi anche sta volta nulla a che vedere con Gaza e la Palestina.

Caduto l’Impero Romano, e passata sotto controllo bizantino, la terra di Israele viene, nel VII secolo, occupato dagli arabi prima e dagli Ottomani poi, per arrivare al XX secolo quando divenne un protettorato britannico.

Finalmente il 14 maggio del 1948 venne dichiarata la nascita dello Stato di Israele, non prima che venne discussa presso l’ONU la questione della creazione di due stati per due popoli, questione che venne però sempre rifiutata dalla Lega Araba.

E mentre David Ben Gurion, primo premier di Israele, pronunciava l’appello alla pace e alla cooperazione e mentre gli ultimi contingenti inglesi lasciavano la terra di Israele, gli eserciti di Siria, Libano, Giordania, Arabia Saudita, Iraq ed Egitto invadevano il neonato Stato ebraico violando palesemente tutti gli accordi ONU. La Lega Araba, attraverso il suo segretario generale, Azzam Pasha, palesò l’intento di quell’invasione con le seguenti parole:” Questa guerra sarà di sterminio, e avrà proporzioni tali che se ne parlerà come dei massacri mongoli sui Crociati”. Intanto l’esercito dei paesi arabi erano comandati dal generale siriano Fawzi el Kawakij che si fece coadiuvare dai vari criminali nazisti rifugiatisi in Medio Oriente.

Ma facciamoci caso: nessun esercito o guerrigliero palestinese. Viene da chiedersi come mai uno stato occupato non avesse dei “partigiani”, dei soldati, dei guerriglieri, e la risposta, ovviamente è “No, non è strano: semplicemente non esiste uno stato arabo definito Palestina”.

Effettivamente quella che oggi chiamiamo Palestina era terra occupata dalla Giordania, ed ora è governata da un negazionista, o quasi, della Shoah, Abu Mazen, quello che il papa argentino definisce “angelo di pace”, che nella sua tesi di dottorato in storia, discussa presso il Collegio Orientale di Mosca, scrisse:”Sembra che il movimento sionista sia interessato ad aumentare le stime dei morti a causa dell’Olocausto per averne un maggiore tornaconto. Questo li ha portati ad enfatizzare questa stima – sei milioni- per conquistare la solidarietà dell’opinione pubblica internazionale. Molti studiosi hanno analizzato tale stima ed hanno raggiunto conclusioni sorprendenti, fissando il numero di vittime a poche centinaia di migliaia”.

La Striscia di Gaza invece era dell’Egitto.

Pertanto, visto che i palestinesi sono così bramosi di indipendenza e rivendicano questi territori, come mai non si sono mai ribellati all’occupazione giordana ed egiziana? Semplice! Il popolo palestinese nasce subito dopo la guerra dei sei giorni, ossia nel 1967, conflitto nel quale Israele, vittorioso sugli eserciti arabi, annette le Alture del Golan, la Cisgiordania (detta oggi Palestina anche con due L), Gerusalemme Est, la Penisola del Sinai con annessa la Striscia di Gaza, quindi, de facto, riprende i territori che sono storicamente ebraici, Gerusalemme in primis che è sempre stata capitale delle terre di Israele sin dal X Secolo a.C.

Da ora, finita la guerra, nasce come per magia, il popolo islamico palestinese che promulgando la rivendicazione dei territori annessi da Israele, nella realtà aspira alla completa distruzione di Israele e del suo popolo.

Quindi, il M5S ed i suoi sodali, con tale richiesta, palesano il loro antisemitismo? Ben accompagnati da quei partiti di sinistra che non esitano a strumentalizzare la Shoah sperando, in cuor loro, che ne avvenga un’altra?

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