Afghanistan – Il fallimento Usa e dell’Occidente: non far uscire dalla povertà i popoli

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di Sergio Bianchini – Giornali in allarme e a lutto. Stato confusionale, oddio si torna al medioevo. A parte il fatto che il medioevo non fu affatto un’era demoniaca ma un passaggio fondamentale, attivo, creativo e quindi positivo dal mondo antico a quello moderno, l’isterismo generalizzato contrasta miseramente con la spettacolare calma della maggioranza degli afgani e dei talebani .

I quali hanno vinto contro i più forti eserciti del mondo non grazie al terrore ma grazie al profondo sostegno di un popolo che rifiuta la modernizzazione occidentale.

Una piccola parte oggi disperata ha sostenuto per 20 anni gli Usa ma solo grazie a duemila miliardi di dollari( pari al PIL italiano) spesi dagli Usa in armi e stipendi. L’esercito di 350 000 addestrati per sostenere il governo filo USA, che una volta avremmo definito fantoccio, si è spappolato per mancanza di motivazione interna e il vertice “fantoccio” è fuggito.

E così appare a tutti chiaro che la supremazia mondiale Americana (una volta si diceva imperialista) sta fallendo. Il mito dei diritti umani, di un mondo intero simile agli USA non regge più e non affascina più nessuno. Anche in occidente si sta spappolando.

Occhi ormai ben aperti vedono lucidamente i limiti del biparitismo esasperato, della dinamica isterica tra conservazione e innovazione, dei diritti individuali giocati contro la stabilità e l’armonia sociale, del rivoluzionarismo esistenziale che propone sempre l’ideale del genietto ribelle e avventuroso. Della gestione di parti della società contro il rimanente rinunciando in partenza all’armonia e alla stabilità e accettando perfino la pazzia delle infinite folli sparatorie di massa .

Sì, ormai si vede bene che il comando della cultura imperiale è possibile solo con il continuo conflitto in basso e con una sapiente distribuzione di soldi agli amici del momento. E che le promesse paradisiache non si avverano, anzi che per la maggioranza si perdono in occidente anche i tradizionali livelli di benessere e di tranquillità.

Il sistema “occidentale” (in realtà il modello anglo americano) ormai non affascina più. In occidente la resistenza all’elenco sempre più lungo e prepotente dei diritti usati come randello contro maggioranze stordite cresce ogni giorno.

I paesi poveri non vogliono i “diritti” USA, vogliono uscire dalla povertà. E questo è il vero principale diritto sostenuto di chi è povero. E hanno capito che non è cedendo ad estranei la sovranità nazionale che raggiungeranno questo obiettivo.

L’Europa occidentale quasi 200 anni fa aveva inventato il socialismo che poi si concretizzò nella nascita dell’URSS e nei partiti socialisti e comunisti in Europa dopo la caduta del sistemi nazional socialisti e fascisti che si erano in parte abbeverati nel socialismo stesso rifiutando il mercantilismo imperiale britannico.

Dopo il crollo dell’URSS il discorso sembrava finito ma non è così perché proprio la visione mondiale, sostenuta per decenni dall’impero ma oggi abbandonata, rivela che la ricchezza si produce ancora e solo con il lavoro. Toh, il vecchio lavoro che ben guidato sta producendo il miracolo asiatico.

“O vivremo del lavoro o pugnando si morrà” diceva il vecchio inno socialista. Ridare vitalità ad un progresso sostenuto dignitosamente da popoli laboriosi e responsabili e non ebbri di diritti e di redditi fasulli da impero mondiale, ecco la prospettiva che si riapre per noi .

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