“Terroristi andavano estradati 40 anni fa. Colpa dell’ipocrisia della politica”

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“Come prevede la Costituzione: ora gli arrestati, se sapranno dimostrare di aver cambiato vita, potranno accedere ai benefici di legge che il giudice di sorveglianza vorrà concedergli”. Lo dice in un’intervista alla Stampa Ferdinando Pomarici, il magistrato che nel 1990 chiese la condanna a 22 anni di reclusione degli assassini del commissario Luigi Calabresi, a proposito dell’arresto dei terroristi italiani ieri in Francia. Ma, aggiunge Pomarici, “la dottrina Mitterand in questa storia non c’entra nulla perché il suo presupposto era che per rimanere in Francia non bisognava aver commesso fatti di sangue. Invece quelli arrestati ieri erano tutti stati condannati per omicidio. E dunque avrebbero potuto essere tranquillamente estradati 40 anni fa…”. Ma non accadde, “credo per comodità, per pigrizia, per quieto vivere. Per non dover affrontare i giornalisti, per un’ipocrisia di fondo della classe politica e degli intellettuali di questo Paese”.

“Dico solo quello che penso – prosegue Pomarici -: chi avrebbe dovuto procedere non ha voluto affrontare il problema. Certo, si sarebbe esposto a polemiche, dovendosi assumere le proprie responsabilità. Si preferì non farlo. Oggi che l’aria è cambiata, scopriamo che ci sono persone che hanno commesso omicidi che da 40 anni stavano in libertà”. “Come sempre in Italia – sottolinea – manca un vero dibattito sulle grandi questioni, che non ci può essere se prima non c’è un aspetto punitivo e risarcitorio. Perché esiste lo Stato? Per impedire che la vedova Calabresi o il figlio Mario, o qualunque familiare di una delle vittime di quella stagione, un domani prendano un mitra e vadano a sparare agli assassini riconosciuti dei loro cari. Ma se lo Stato rinuncia a questa possibilità come ha fatto per anni, quale dibattito si può aprire?”.

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