Po, mai così secco da 70 anni. No del ministro Gelmini a usare l’acqua del Garda

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Non sara’ l’acqua del lago di Garda a salvare il destino del Po, alle prese con un secca dovuta a una siccita’ che non si vedeva da 70 anni. A gelare le speranze del Grande fiume ci hanno pensato gli amministratori del lago: la Comunita’ del Garda, la cui presidente e’ la ministra Mariastella Gelmini, si e’ infatti detta contraria alla possibilita’ di usare la sua acqua, che gia’ serve per il Mincio. L’indicazione che arriva dall’Osservatorio che monitora il Po e’ quella di proseguire con l’irrigazione, nonostante la situazione sia da “semaforo rosso”. L’idea e’ quella di un provvedimento transitorio per equilibrare l’uso dell’acqua rimasta: diminuire i prelievi del 20% per continuare comunque l’innaffiamento, ma garantire l’afflusso di acqua anche al Delta.

“Giunti a questi livelli ogni decisione porta con se’ margini di criticita’ ma il traguardo e’ minimizzare il danno quanto piu’ possibile in attesa di potenziali integrazioni amministrative dei territori e organi di governo”, ha detto Meuccio Berselli, segretario generale dell’Autorita’ di bacino del Po. La continuita’ dell’irrigazione si garantisce, al momento, grazie al prelievo dai laghi. Ma piu’ che al Garda, secondo il docente del Politecnico di Milano, Renzo Rosso, bisognerebbe guardare ai laghi alpini, nella speranza che poi si riempiano di nuovo: “Ci sarebbero tempi di esecuzione non banali e costi elevati – ha spiegato – ma sfrutterei prima i laghi di monte”. Usare l’acqua del Garda “mi sembra una cosa ardita, con un grande dispendio di energia”.

Piu’ sensato invece ragionare sui sistemi di irrigazione. Perche’ “se ne usi uno a immersione – ha aggiunto – consumi 100 litri. Se usi uno sprinkler ne usi 10 di litri, mentre con un sistema a goccia ne consumi uno solo”. Un altro professore, ossia Antonio Ferrante, del dipartimento di Scienze agrarie ed ambientali della Statale di Milano, propone di aumentare la resistenza alla siccita’ delle coltivazioni: “Con dei mezzi tecnici tipo i biostimolanti – ha commentato – che aiutano la pianta a migliorare la capacita’ delle radici di assorbire l’acqua”. In Emilia-Romagna gia’ da domani scattera’ lo stato di calamita’. E mentre in Lombardia una prima stima di Confagricoltura parla di almeno 2 miliardi di danni per le coltivazioni della Regione, il governatore Attilio Fontana invita i cittadini a non sprecare acqua: “Dovremo fare incontri con il governo e prevedere ristori per il comparto agricolo – ha osservato – non siamo ancora in condizioni gravi, ma speriamo che arrivi un po’ di acqua dal cielo”. Ad oggi l’unica vera speranza di sopravvivenza per il Po. 

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