Migranti sanitari: la solita fuga da Campania, Calabria e Sicilia verso Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna

5 Dicembre 2023
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Agenas (l’Agenzia nazionale per i Servizi sanitari regionali) ha presentato per il secondo anno consecutivo una dettagliata analisi sulle principali dinamiche della mobilità sanitaria interregionale nel nostro Paese, sia delle prestazioni di ricovero che di specialistica ambulatoriale. L’aspetto innovativo dell’analisi risiede nella metodologia di calcolo della mobilità sanitaria, definita attraverso le determinanti che caratterizzano tale fenomeno: mobilità apparente costituita dai ricoveri effettuati nella regione di domicilio del paziente, quando quest’ultima non coincide con la regione di residenza; mobilità casuale relativa ai ricoveri effettuati in urgenza; mobilità effettiva determinata dalla scelta del cittadino/paziente. I principali dati sulla mobilità ospedaliera: il trend della mobilità dei ricoveri degli ultimi 6 anni (2017-2022) è costante con poco meno di 3mld di euro e un decremento significativo nel 2020, ma che inverte la tendenza nel 2021 e prosegue la crescita nel 2022 (2,7 miliardi). 

Le componenti di mobilità casuale ed apparente mostrano un andamento invariato negli anni così come la fuga per prestazioni di recupero di alta complessità; mentre per la componente di media/bassa complessità si evidenzia una riduzione del 18%. Le principali regioni attrattive sono in ordine Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, mentre quelle di fuga sono Campania, Calabria e Sicilia. Nel 2022 la regione Emilia-Romagna e la regione Lombardia registrano valori equiparabili di saldo positivo (tra mobilità attiva e passiva) rispettivamente 337 milioni e 362 milioni. Da osservare il trend dell’Emilia-Romagna che segna un importante incremento rispetto al periodo pre pandemico. 

Il flusso migratorio è tendenzialmente diretto da Sud a Nord; tuttavia, si osserva anche la mobilità tra le regioni del Centro-Nord soprattutto di prossimità (con una distanza di 100 Km e/o 60 min di percorrenza dal comune di residenza del paziente alla struttura ospedaliera di ricovero); la migrazione di prossimità, rispetto al totale, risulta essere pari al Nord al 24%, al Centro 12,6% e al Sud 5,7%. Le strutture maggiormente attrattive per la mobilità dei ricoveri sono di natura giuridica privata accreditata, per ¾ del totale per le prestazioni di alta complessità. Se si considera solo la componente di mobilità effettuata per scelta dell’utente, si assiste ad un miglioramento, con inversione di tendenza nei trend, nella regione Piemonte (da -7,2 milioni a +21 milioni) e la PA di Trento (da -6,5 mln a +2,6 milioni).

 Nel dettaglio la regione Lombardia riduce moderatamente il valore di saldo per effetto di maggiore fuga, ma migliora notevolmente il rispetto dei tempi di attesa per gli interventi chirurgici oncologici e muscolo-scheletrici per i propri residenti. La regione Lazio riduce notevolmente il suo saldo negativo per effetto della riduzione della fuga dei suoi residenti per alta complessità dei ricoveri; La regione Campania riduce moderatamente il valore del saldo negativo ma aumenta la sua capacità attrattiva sull’alta complessità dei ricoveri. La pandemia non ha modificato i flussi di mobilità di attrazione e fuga per patologie tumorali, malgrado la contrazione nel numero di interventi. I principali indici di attrazione sono relativi ai tumori dell’esofago e del pancreas che vedono soprattutto le strutture della regione Veneto come le principali aree di richiamo per l’intero Paese. I principali dati sulla mobilità della specialistica ambulatoriale: la tendenza di mobilità della specialistica ambulatoriale degli ultimi 5 anni (2019-2023): al netto del valore registrato nel 2020, il trend appare in crescita evidenziando nel primo semestre del 2023 il valore più alto della serie temporale considerata (330 milioni); le principali regioni attrattive sono in ordine Lombardia, Veneto, Toscana, mentre quelle di fuga sono Campania, Calabria e Sicilia. Da evidenziare che la regione con il saldo positivo maggiore (tra mobilità attiva e passiva) è in assoluto la Lombardia con un valore di circa 103 mln; la mobilità di prossimità nella specialistica ambulatoriale ha una prevalenza maggiore rispetto alla ospedaliera: la migrazione di prossimità, rispetto al totale, risulta essere pari al Nord al 33%, al Centro 20% e al Sud 12%. La domanda di prestazioni di specialistica risulta tendenzialmente costante nel tempo, con maggiore richiesta di prestazioni diagnostiche strumentali e di prestazioni terapeutiche (circa 65%).

 L’ufficio statistico di Agenas ha calcolato un nuovo indicatore per rappresentare la capacità delle strutture sanitarie della regione di riferimento di soddisfare il bisogno di salute dei propri cittadini: l’Indice di Soddisfazione della Domanda Interna (ISDI). Il Portale Statistico di Agenas è organizzato in sezioni tematiche interattive e di facile consultazione da parte dei cittadini. La sezione della mobilità sanitaria illustra, con grafici e cartografie interrogabili, le principali informazioni a livello territoriale e temporale. Inoltre, la sezione restituisce dati su due focus, quello per patologie oncologiche e per patologie muscoloscheletriche già rappresentate nel PNE come indicatori di volume. In tale sezione si offre un quadro dettagliato, per regione e tipo di intervento, delle strutture più attrattive e dei contesti geografici indipendenti da alta mobilità sanitaria passiva.

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