Nord provincia dell’impero – Il nubifragio ultima tra le notizie, dopo Toti e Fedez. Esondano Lambro e Seveso. Strade come fiumi di fango. Esonda pure l’unica vasca di laminazione … Comuni e metropoli sott’acqua, ma non fa più notizia

16 Maggio 2024
Lettura 6 min

di Cassandra – Qualcuno ha anche detto che erano 170 anni che non pioveva così. Sta di fatto che le vasche di laminazione, due, nuove di pacca, dopo anni di attesa e rimbalzi burocratici, non sono bastate a Milano. La pioggia battente di ieri ha colpito il milanese, la brianza, le città limitrofe e la metropoli. Una fotografia imbarazzante e vergognosa. Ad aprire i grandi giornali milanesi online, però, devi proprio andare giù, scrollare di brutto, fino a trovare le cronache ben redatte degli inviati, che hanno fatto il loro meglio per raccontare e documentare l’apocalisse. E’ una catastrofe ma la si imbuca. Le notizie non mancano, c’è l’attentato al presidente della Repubblica Ceca. Ma dopo questo colpo al cuore dell’Europa, per capirci, prima viene il caso Toti, Fedez e le sue vicende notturne. Poi, i milioni di cittadini in città e attorno all’area metropolitana ostaggi del nubifragio.

L’Ansa riporta questo quadro da mille e una notte. “Il Lambro è stato il primo fiume a superare gli argini, esondando prima in alcuni quartieri milanesi e poi nel Parco di Monza. “A Ponte Lambro – ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala – abbiamo 170 persone senza corrente. Stiamo anche trovando una soluzione di emergenza per stanotte nel nostro Cam, stiamo portando delle brandine”. In via Rilke, i sommozzatori dei vigili del fuoco sono intervenuti per aiutare una donna disabile che non poteva uscire di casa…. A Masate (Milano) i caschi rossi hanno evacuato una scuola dell’infanzia per l’aumento del livello delle acque. Sempre nel Milanese, salvati bimbi e adulti anche a a Bellinzago Lombardo grazie a un intervento congiunto di vigili del fuoco e carabinieri…. La situazione è peggiorata di ora in ora anche a Monza, dove il parco è stato chiuso per l’esondazione del fiume Lambro , le auto di un parcheggio sono state sommerse dall’acqua e diversi asili e le scuole sono stati evacuati. Il sindaco del capoluogo brianzolo, Paolo Pilotto, ha invitato la cittadinanza a non usare l’auto. A Bernareggio (Monza) invece ha ceduto un muro di contenimento: in via precauzionale le tre famiglie residenti in uno stabile adiacente sono stato evacuate. Non solo Lambro, però. Anche il fiume Seveso è esondato nel tardo pomeriggio. La vasca di laminazione del Comune di Milano ha retto finché ha potuto. Poi, una volta riempita, le acque hanno invaso il quartiere di Niguarda “Questo perché – ha detto l’assessore milanese Marco Granelli – una vasca da sola non basta, servono anche quelle di Senago, Lentate e Paderno-Varedo. Dobbiamo fare tutte le vasche, per questo diciamo alla Regione Lombardia che non dobbiamo perdere un minuto”.

Vanno in tilt i treni sulle linee Varese-Milano-Treviglio, Milano-Lecco e Novara-Milano-Pioltello. Smottamenti e allagamenti, in particolare di sottopassi, si sono registrati nel Lodigiano e nel Varesotto. A Bulciago, nel Lecchese, è uscito dagli argini il torrente Bevera e sono stati chiusi numerosi tratti di strada”.

Scene da un altro pianeta, a Milano. Nei quartieri di Niguarda, chiuso al traffico viale Ca’ Granda, Bicocca e Isola. Deviate o limitate diverse linee dei mezzi pubblici, come il tram 7 che non fa servizio fra via Fulvio Testi e piazzale Lagosta, il 5 che non passa fra viale Lunigiana e il capolinea dell’Ospedale Maggiore.

Il Lambro esonda anche a Sesto San Giovanni, nonostante lo scolmatore fosse stato aperto, in via San Maurizio al Lambro e su tutto l’asse viale Edison. Sono state chiuse al traffico quindi sia via San Maurizio al Lambro che viale Edison parte terminale. Il Quartiere Pelucca e’ di fatto isolato.

Adnkronos ricorda che la vasca di Bresso, attiva dalle 6.30 del mattino di ieri, ha retto ieri per circa 10 ore evitando il peggio nei quartieri Niguarda, Prato Centenaro e Isola. “Nel pomeriggio, tuttavia, il bacino ha raggiunto la piena, causando l’esondazione del fiume Seveso, tuttavia breve e circoscritta. Peggiore la situazione del Lambro che ha raggiunto un livello di 2,50 metri ed è esondato a Monza, dove la vasca di laminazione – come ha ricordato il sindaco di Milano, Beppe Sala – è ancora in fase di progettazione. Nel capoluogo brianzolo sono stati evacuati e chiuse diverse scuole. Completamente inondato anche un parcheggio, con i sommozzatori dei vigili del fuoco intervenuti per verificare le auto sommerse. Tra i comuni di Milano e Peschiera Borromeo è stata disposta la chiusura del ponte di Via Archimede/via Vittorini. Sul posto i vigili del fuoco con diverse unità e gli specialisti del soccorso fluviale che lavorano anche con i droni… E anche a Masate, al confine con la provincia di Bergamo, i vigili del fuoco hanno evacuato una scuola materna. Massima attenzione anche sull’A4, in direzione Torino, con la chiusura dei caselli in ingresso tra Trezzo sull’Adda e Ospitaletto e deviazione del traffico sulla Brebemi.

“Come abbiamo sempre detto – ha rimarcato l’assessore milanese alla Sicurezza, Marco Granelli – una vasca da sola non basta, servono tutte le vasche, quella di Senago, Lentate, Paderno Varedo. Dobbiamo fare in fretta, fare tutte le vasche e lo diciamo alla Regione Lombardia: non dobbiamo perdere un solo minuto perché i quartieri di Milano devono poter vivere tranquilli”.

Poi ci si ricorda anche di quanto accade in due Comuni… “Si sono trasformate in fiumi alcune strade di Gessate e Bellinzago Lombardo, due Comuni della città metropolitana di Milano. Chiuse, in particolare, le strade di accesso al centro di Gessate e alla zona industriale di Bellinzago, dove alcuni cittadini hanno trovato rifugio in un centro commerciale. La zona è stata sorvolata e videoripresa anche da un elicottero dei vigili del fuoco, che stanno intervenendo per evacuare i cittadini in difficoltà”.

Sembra una roba da niente.

Poi c’è la politica.

“Grazie all’attivazione delle vasche di laminazione, già realizzate da Regione Lombardia, che limitano le piene del Lambro , stiamo fronteggiando una situazione davvero difficile e contenendo impatti ancor più pesanti su tutti i comuni a valle, in particolare Milano, Monza e Cinisello Balsamo La preoccupazione, però, non è finita e l’attenzione resta altissima”. Così l’assessore al Territorio e Sistemi Verdi della Regione Lombardia, Gianluca Comazzi, interviene sull’evoluzione del maltempo in Lombardia. “Al Comune di Milano e in particolare all’assessore competente – aggiunge – diciamo di avere più attenzione verso la manutenzione ordinaria, in particolare a quella della rete idraulica e delle acque di pioggia che stanno allagando sottopassi, strade e diverse zone della città”. Per quanto riguarda il lago di Pusiano, nel Comasco, chiusa la diga dalle 22 di ieri sera. Il lago – fa sapere una nota di Regione Lombardia – ha invasato 2.750.000 m3 ed è cresciuto di 50 centimetri in un giorno. Ancora invasabili 5 milioni di metri cubi. A Costa Masnaga, in provincia di Lecco, la vasca di laminazione, attiva dalle 12 di oggi, ha alleggerito il torrente Bevera, affluente del Lambro, invadendo 400.000 m3. A Inverigo (Como) la vasca di laminazione, attiva dalle 11 di oggi, ha invasato 1 milione di m3, raggiungendo la capienza massima. Al Parco di Monza, attivare anche le aree golenali. “L’insieme delle aree di laminazione messe in campo da Regione Lombardia sul fiume Lambro consentirà di laminare complessivamente circa 13 milioni di metri cubi e hanno comportato importanti investimenti”, sottolinea ancora la nota. 

 In una scheda Regione Lombardia ha elencato tutti gli interventi realizzati e in programma per le aree di laminazione del Lambro consentiranno di ‘assorbire’ circa 13 milioni di metri cubi di acqua. Si va dalle opere del Cavo Diotti, cioè il sistema di regolazione artificiale del lago di Pusiano, costato due milioni di euro, sono state collaudate alla vasca di Inverigo sul fiume Lambro, costata 5,2 milioni di euro e terminata nel 2019, alla trasformazione della miniera di Brenno come area di laminazione del torrente Bevera, ai due lotti per la sistemazione idraulica di Bevera e Gandaloglio nella zona di Molteno, il primo che dovrebbe essere concluso entro settembre e il secondo entro il settembre del 2025. 

“In questi anni Regione Lombardia, Comune di Milano, Aipo, Città metropolitana, MM e altri hanno costituito un accordo che gestisce il “nodo idraulico di Milano”: ora questo accordo faccia un salto in avanti, completi i progetti approvati e finanziati nel più breve tempo possibile”: è questo l’invito dell’assessore alla Sicurezza di Milano Marco Granelli, dopo che ieri l’esondazione del Lambro ha causato l’allagamento del quartiere di Ponte Lambro e la vasca di laminazione del Seveso ha impedito “un’esondazione di 10 ore, come quella del 2014” nei quartieri di Niguarda e Isola. “Bisogna correre, come la vasca di Milano ha dimostrato che si può fare” ha aggiunto chiedendo che dal tavolo arrivino “proposte e le metta in cantiere per gestire il Lambro. Quello che è successo ieri a Milano dice che è possibile, dobbiamo avere il coraggio di imparare, decidere, non mollare l’obiettivo. Un enorme grazie a chi ancora ieri ha lavorato intensamente agli impianti e in strada tra la gente, senza sosta, con professionalità e passione e grazie ai cittadini che con pazienza hanno atteso anni e massima vicinanza e impegno per coloro che hanno avuto disagi e danni dal maltempo”. 

 

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