Mar Rosso, Italia in missione navale con Francia e Germania

22 Gennaio 2024
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“Data la gravità della situazione attuale e i nostri interessi geostrategici, è importante che l’Ue mostri la sua volontà e le sue capacità di agire come attore di sicurezza globale, anche nel settore marittimo “. Lo scrivono Italia, Francia e Germania in un documento che presenteranno al Consiglio Affari Esteri di questa mattina e nel quale tornano sulla missione navale Ue nel Mar Rosso. “La missione sarà in linea con la Convenzione Onu sui diritti del mare e sarà difensiva”, si legge nel testo, che sottolinea “l’importanza di usare le strutture e le capacità già esistenti” della missione Emasoh/Agenor, nello stretto di Hormuz.

“Continuano le tensioni nell’area rischiando di ripercuotersi negativamente sull’economia globale, causando un aumento dei costi di trasporto e dei tempi di consegna delle merci.Se prolungata, potrebbe avere potenziali effetti destabilizzanti su alcuni Paesi, come l’Egitto, il cui bilancio dipende in gran parte dalle entrate provenienti dai transiti attraverso il Canale di Suez (l’Egitto ha incassato circa 8,6 miliardi di euro nell’anno fiscale 2022-2023)”, scrivono nel giornale Roma, Parigi e Berlino, nel quale si ricordano le due missioni finora messe in campo dall’Ue nell’aera per la sicurezza della navigazione: l’operazione Atalanta, contro la pirateria somala, e l’operazione Emasoh/Agenor, nello Stretto di Hormuz. I firmatari, in merito alla missione nel Mar Rosso, “invitano pertanto l’Alto Rappresentante a mettere in atto tutti i possibili sforzi diplomatici per assicurare che il mandato e le attività dell’operazione Aspides godano del massimo grado di comprensione possibile nella regione e oltre Da un punto di vista operativo, i firmatari del presente documento invitano gli altri Stati membri a considerare favorevolmente la loro partecipazione, con mezzi navali o contributi di personale, ad Aspides come segno tangibile di sostegno all’obiettivo politico comune di proteggere la libertà di navigazione e di sostenere il diritto internazionale”. Sottolineano, infine, che “l’operazione potrebbe essere lanciata in applicazione dell’art. 44 del Tue, se necessari”, secondo il quale per missioni di questo genere “il Consiglio può affidare l’esecuzione di un compito a un gruppo di Stati membri che lo desiderano e che dispongono delle capacità necessarie per svolgere tale compito”.

Intanto il Presidential Leadership Council dello Yemen, riconosciuto a livello internazionale, ha chiesto al mondo di seguire l’esempio degli Stati Uniti nell’etichettare gli Houthi sostenuti dall’Iran come terroristi e imporre sanzioni più severe alle milizie per aver messo a pentimento il commercio marittimo internazionale e aver perpetrato crimini nello Yemen. In un incontro a Riad, il consiglio ha elogiato la decisione di Washington di designare gli Houthi come terroristi internazionali, ha incoraggiato il resto del mondo a seguire l’esempio e ha elogiato la risposta congiunta della comunità internazionale alle incursioni degli Houthi nel Mar Rosso. Il consiglio ha affermato in una dichiarazione di “accogliere con favore la decisione di designare le milizie Houthi come organizzazione terroristica globale e attendere con impazienza ulteriori sanzioni contro le milizie canaglia”. Il Consiglio ha ribadito la richiesta alla comunità internazionale di rafforzare le capacità militari della guardia costiera dello Yemen e di offrire protezione dagli Houthi e da altri gruppi terroristici, secondo la dichiarazione riportata dall’agenzia di stampa ufficiale.

credit foto william-rudolph-t1_Yx0otcO0-unsplash

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