Il palazzo si accorge che il popolo è incazzato. La “retromarcia” di Giorgetti sulle accise. Assopetroli contro l’esecutivo: Si assumano responsabilità delle loro scelte

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Ci voleva lo sciopero dei benzinai e la continua corsa dei prezzi del carburante perché il palazzo prendesse coscienza degli umori del “popolo”. “Il governo monitorerà attentamente la situazione dei livelli dei prezzi non solo della benzina ma anche quelli di largo consumo, al fine di verificare che il loro andamento sia coerente con quello dell’offerta e quindi determinato da shock esterni o se sia invece determinato da comportamenti speculativi e di scarsa trasparenza degli operatori Alla luce di tale monitoraggio il governo valuterà ulteriori iniziative da adottare”, affermava in aula il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti rispondendo in question time al Senato.

Sul prezzo dei carburanti, “ricordo che le misure adottate dal precedente Governo (sin da marzo 2022), che hanno portato alla riduzione delle accise sui carburanti – ha aggiunto Giorgetti – sono state adottate quando il loro prezzo aveva superato i 2 euro al litro (toccando i 2,184 euro per la benzina) e si concludevano nel mese di novembre. Condizioni queste di prezzo molto diverse da quelle attuali e, proprio in ragione di ciò, il Governo ha ritenuto opportuno di dover intervenire con misure normative volte a migliorare la trasparenza dei prezzi e ad evitare speculazioni”. 

Molto dura la posizione di Assopetroli contro il governo.

Il presidente di Assopetroli-Assoenergia, Andrea Rossetti, ha infatti

scritto alle organizzazioni sindacali dei gestori per esprimere “solidarietà” in vista dello sciopero dei benzinai del 25 e 26 gennaio. “I fatti degli ultimi giorni, le molte improvvide esternazioni di autorevoli esponenti politici e di Governo, a seguito della mancata proroga dello sconto accise, hanno destato in tutti noi viva preoccupazione“. “Un’aggressiva campagna di falsificazione e delegittimazione, sebbene fosse lampante dall’inizio che l’unico responsabile dell’improvviso aumento dei prezzi fosse il fisco“, ha aggiunto Rossetti.

Ma anziché assumersi la responsabilità di aver azzerato lo sconto accise, scelta legittima e difendibile per ragioni di finanza pubblica, il Governo – ha sottolineato Rossetti – ha inizialmente puntato il dito contro i benzinai e la fantomatica speculazione dei distributori. Si è instaurato un clima deprecabile, col corollario minaccioso di Authority, Procure e Guardia di Finanza sguinzagliate a caccia degli untori. Una brutta pagina di cronaca da cancellare e riscrivere rapidamente“.

Il presidente dell’associazione ha quindi voluto “condividere i sentimenti di frustrazione, rabbia e amarezza“. Per Rossetti, “il disagio che esprimete pubblicamente è condiviso dall’intera nostra categoria. Ci auguriamo che la sollecitazione corale che tutte le rappresentanze del settore stanno facendo pervenire al Governo inducano l’apertura di un confronto urgente sull’emanando Decreto legge. E che ciò sia il preludio alla riapertura un Tavolo progettuale, di legislatura, sul futuro del downstream petrolifero che si segnala essenziale e strategico per il Paese“.

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