Boni versus Calenda

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Riceviamo e pubblichiamo – Sarà che Carlo Calenda proviene da ambienti della Roma bene. Sarà che l’aria di Milano gli ha fatto male perché qui si respira il clima del “diamoci da fare” e lui non è abituato, nonostante il suo passato in grandi aziende italiane… Sarà quel che sarà, ma ieri Carlo Calenda ha detto una sciocchezza di dimensioni colossali.

Ieri ha espresso sollievo per la mancata candidatura a sostegno di Letizia Moratti di alcuni miei ex colleghi di partito e ha definito “estremista” il loro passato politico. Dimentica, però, che oggi io sono in lista con Letizia Moratti. Io che sono orgogliosamente un figlio del Nord e un promotore fin dai miei esordi politici del concetto di autonomia. Io che ho militato nella Lega Nord finché essa è stata un partito federalista e l’ho lasciata quando quell’ideale è stato tradito. Io che estremista non sono mai stato, ma convinto federalista e autonomista sì.

Calenda – che della candidatura di Letizia Moratti a presidente della Lombardia è uno dei promotori con la sua lista Azione – dovrebbe sapere che l’autonomia delle regioni è un punto del programma di Letizia Moratti. Gli consiglio di leggere bene, laddove si cita: “Incrementare completare il percorso di autonomia amministrativa delle regioni, mantenendo l’unità dello Stato e garantendo dei “livelli essenziali di prestazione” uniformi su tutto il territorio nazionale”.

Se questo gli sembra estremista, allora i casi sono due: o non sa leggere oppure è in malafede.

Davide Boni

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