Kalinka, il folk russo che parla d’amore

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di Marcus Dardi – Ma perché non parlare anche del folk russo?

Generalmente si sa molto poco delle tradizioni russe, posso solo dirvi che noi italiani abbiamo delle belle cose in comune con l’amore dei russi per la musica.

L’opera lirica in Russia è molto apprezzata ed il loro tempio della musica il “Teatro Grande” di Mosca o meglio, in russo, il Bolscioi, è strettamente collegato con la scala di Milano. Il loro corpo di ballo di Mosca e di san Pietroburgo hanno fatto una specie di gemellaggio con il teatro La Scala di Milano.

Il popolo russo ha molte canzoni popolari e altrettanti costumi dai colori vivaci e allegri. Notoriamente li crediamo freddi e distaccati ma, quando si tratta di musica sono, si rivelano un popolo allegro e ricco d’amore per le tradizioni.

Una delle loro canzoni popolari che, grazie al coro dell’armata rossa, sono diventate internazionali è Kalinka.

Kalinka, è considerata la canzone russa più famosa di tutti i tempi. Kalinka si riferisce ai frutti del Viburno mentre la Malinka, il suo frutto, altro non è che il lampone.

Kalinka fu scritta nel 1860 dal compositore Ivan Petrovic Larionov.

Il Coro dell’armata rossa fu fondato nel 1928 ed è esclusivamente compostto da voci maschili, tranne eccezionalmente per la canzone Katiuscia dove è stata cantata anche da una donna. E’ composto anche da ballerini. Il suo repertorio comprende canzoni di folk russo, di inni religiosi e di canti patriottici, inclusi quelli della ex Unione Sovietica.

Il suo primo direttore fu Aleksander Aleksandrov che fu anche l’autore dell’inno dell’Unione Sovietica. Il coro dell’armata rossa è costituito da 285 elementi.

Curiosità:

Toto Cutugno che vive a Mosca, nel 2013 ha portato come ospiti, al Festival di Sanremo il coro dell’armata rossa ed insieme hanno cantato l’italiano.

Libera traduzione del Testo

O viburno rosso di casa mia,

dove in giardino fioriscono i lamponi.

Bacche di bosco,

lasciatemi dormire,

sotto il pino verde odoroso.

E voi fate piano

non turbate i miei sogni leggeri.

Ma tu dolce fanciulla,

quando accetterai l’amore mio?

Dimmi che mi ami……..

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