Non ci sono dosi per tutti. Locatelli ammette collo di bottiglia nel piano vaccinale

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Lo ha detto elegantemente, con diplomazia, ma non ci sono dosi per tutti, le dosi non hanno invaso con l’attesa potenza di fuoco tutto il Paese. Il vero collo di bottiglia nel piano vaccinale è rappresentato dal numero di dosi disponibili. Lo ha detto il professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, intervenendo a ‘Che tempo che fa’ su Rai3, dov’era ospite anche il professor Roberto Burioni. Locatelli ha ricordato che quasi il 90% (l’88% per la precisione) delle dosi finora disponibili in Italia è stato già utilizzato, “incrementeremo ancora e nel trimestre successivo, mantenendo il piano di fornitura previsto, salire a 25 milioni di persone vaccinate”. Con i soli 3 vaccini finora approvati, l’Italia ha una disponibilitaà di 102 milioni di dosi, “numero consistente”.

La capacita’ vaccinale c’è, “ad esempio mercoledì, giovedì e venerdì appena trascorsi siamo riusciti ad andare oltre le 95mila vaccinazioni al giorno. Ripeto, il collo di bottiglia è il numero di dosi disponibili…”.

A proposito di aumentare la capacità vaccinale sul territorio, per esempio ricorrendo alle farmacie, Locatelli ha ricordato che è in sviluppo un piano che in effetti incrementi i punti di vaccinazione sul territorio, specie per i vaccini che hanno vincoli meno stringenti legati alla catena del freddo. 

 Quanto a Sputnik, il vaccino russo, “vedremo poi la documentazione fornita all’Ema, l’unico vero filtro e meccanismo da rispettare nella validazione è il profilo di sicurezza ed efficacia”. Circa invece le varianti del virus Covid-19 gia’ in circolazione anche in Italia, è intervenuto il professor Burioni, rilevando che “è molto importante avere attenzione su questo tema, capire se c’è sorveglianza sul territorio. C’è un sistema centralizzato, o ogni regione si muove come vuole? Bisogna capire come e quanto il virus cambi e se i vaccini disponibili mantengano l”efficacia anche in questo caso”. Sempre in tema di vaccino, sia Burioni che Locatelli ha stigmatizzato quel personale sanitario che rifiuta di farsi somministrare la dose. Burioni ha ricordato che i vaccini oggi disponibili hanno un elevato profilo di sicurezza, “ed è grave che ci siano sanitari che continuano a rifiutare la vaccinazione, mettono a rischio non solo se stessi ma anche i pazienti e spero che ci sia una legge che li obblighi a vaccinarsi”.

E Locatelli ha aggiunto che “al personale sanitario è affidato il bene più prezioso che ognuno di noi ha, la salute. E quindi ognuno di noi deve avere la certezza che sia stato fatto tutto il possibile per evitare il contagio”. Capitolo immunità di gregge. Per Locatelli “abbiamo ancora tutte le possibilità di ottenere l’obiettivo del 70% entro fine estate e le prime settimane di autunno”. Burioni ha aggiunto che bisogna pero’ tener conto delle varianti, “potrebbero limitare l’efficacia”. Infine la Lombardia: Bertolaso ha parlato di obiettivo vaccinazione di tutti i residenti da raggiungere entro l’estate, sono 10 milioni di persone. “E’ una sfida molto impegnativa”, ha commentato Locatelli. 

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