Salvini non è primo e attacca sondaggio Ipsos del Corriere. La Lega lo fece anche alle Regionali in Campania. Ma aveva ragione Pagnoncelli

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di Stefania Piazzo – Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco. E in effetti è così. A cosa servono i sondaggi, almeno quelli fatti bene? A capire, a orientare, a scegliere, ad aggiustare il tiro. Fatto sta che quando perdi è il sondaggio che non è attendibile. E non te ne fai una ragione. Le parole di Mattei Salvini sono queste.

“L’unico sondaggio in cui è primo è della casa sondaggi del Pd, sono sei i sondaggi principali, solo una di queste sei da’ il Pd primo”. Così Matteo Salvini, ospite di ‘Un giorno da pecora’, su Rai radio 1, riferendosi al sondaggio di Ipsos. “Il Pd non ne azzecca una, Ius soli, etc. e poi ci sono questi sondaggi, e – aggiunge – vogliamo, poi, parlare del cannabis tour delle sardine?”, si domanda Salvini. “L’unico sondaggio dove il Pd è primo è della casa di sondaggi che lavora con il Pd”, denuncia.

Sarà anche così, però forse occorre farsi qualche domanda. La Lega è al governo, per la seconda volta nella stessa legislatura. Con i voti del centrodestra e con buona pace degli elettori dei partiti alleati che in tante circoscrizioni l’hanno votata non certo perché andasse con i 5Stelle. Né, probabilmente, con Letta, il Pd, di nuovo i 5Stelle, persino Leu, e con l’ex capo della Banca centrale europea premier, banchiere di quell’euro da cui occorreva uscire. Insomma, un po’ di coerenza il cittadino la vuole vedere.

E la posizione non ondivaga ma graniticamente ferma sul bordo del fiume di “Io sono Giorgia” sta portando abbondante riscontro. Persino in Europa la Lega sta cercando di correre più a destra di Fratelli d’Italia, costituendo un partito dei sovranisti più sovranisti degli altri.

Ma facciamo un passo indietro, e andiamo a settembre 2020, quando stavamo chiedendoci come sarebbe andata alle regionali.

A fine agosto il Corriere della Sera, sempre sondaggio Ipso, aveva pronosticato un 3,3%. Dato che aveva scandalizzato i vertici del movimento. Allora ne davamo conto scrivendo: “Contestavano la base troppo bassa, a loro dire, degli intervistati. Base che, va detto, se scientificamente utilizzata come si deve, offre un margine di errore del 3,1%. Avevamo interpellato a suo tempo per un parere tecnico il sociologo di Analisi Politica, Arnaldo Ferrari Nasi. Che confermava la bontà dell’attendibilità con un margine di errore come sopra riferito, dello studio di Pagnoncelli, mentre a stonare, per Ferrari Nasi, erano semmai i dati pubblicati dal Sole24Ore che davano la Lega in Campania oltre il 14%. Un dato ponderato, però, ovvero calcolato sulla base delle ultime europee”.

Che succede, poi?

Dopo quasi un mese i risultati danno provvisoriamente la Lega al 5,51%, un dato importante frutto della campagna elettorale, che ad agosto non era ancora nel vivo e dalla visibilità che anche la polemica sondaggistica aveva generato”.

Insomma, nulla a che fare con il 14%. Commenta così Renato Mannheimer sui dati invece più attuali pubblicati da via Solferino: “… i dati pubblicati sono accurati ma sono comunque stime. Quindi dire che il Partito democratico con 20,8 è davanti a Fratelli d’Italia con 20,5 non ha senso perché la differenza è troppo piccola”. Lo dice all’Adnkronos Mannheimer, sondaggista e sociologo. Pagnoncelli infatti posiziona il Pd al comando con il 20,8% ed evidenzia il trend in crescita di Fdi, che con il 20,5% supera la Lega con il 20,1%. “La verità – conclude – è che statisticamente Fratelli d’Italia, Partito democratico e Lega sono uguali. È una bella gara, molto interessante dal mio punto di vista. Sono tutti e tre allo stesso livello e questa gara io la trovo molto interessante”.

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