Il Governatore velato tra San Bertolaso e il Sacro Romano Stato Unitario

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di Roberto Errichelli – Il Governator Agonia deve ancora capire bene quando e come indossare la mascherina: sugli occhi? Deve metterla anche quando è solo? Il monitor del pc trasmette il virus? Anche quando parla con San Bertolaso? E quel Gallera, sarà un asintomatico? Nel frattempo sgrida i poveri lombardi, bambini un po’ stupidi, piegati e piagati dall’inettitudine di un sistema sanitario che forse così meraviglioso non era.

Già pronti per il dopo (perché un dopo ci sarà cari miei e voleranno gli stracci) almeno due capri espiatori: il Governo Romano e i cittadini indisciplinati. Con il cittadino cattivo e indisciplinato si tocca un apice retorico simbolico non indifferente: la vittima è anche il carnefice (di se stesso peraltro). In ogni caso è colpa tua caro lombardo che ti assembri anche quando sei da solo, mica mia che non so che pesci pigliare e che se non mi fermano mani illuminati dal buon senso quasi chiudo i supermercati e i tabaccai che poi a fermare l’incazzatura della plebe altro che i cannoni di Bava Beccaris (uno non per niente nato in Piemonte ma morto a Roma).

Quanto a Roma, beh amici, il Governatore Velato porello, forse non ha letto Carl Schmitt (ma almeno Miglio dovrebbe conoscerlo, o no?): Sovrano è chi decide sullo stato di eccezione, non chi invoca i soldati di Roma nelle strade di Milano perché c’è uno stato eccezionale. Una occasione persa. Ma forse era chiedere troppo alla Lega Nazionalpopolare del Santo Romano Stato Unitario, digiuna di storia, digiuna di scienze, digiuna di tutto, salvo che di proclami e di poltrone.

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