I poteri regionali dimenticati dal Nord. Dov’è il coordinamento tra i governatori

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di Sergio Bianchini – I termini federalismo e nordismo ormai sono troppo generici e vengono usati in modo propagandistico e opportunistico solo per sfruttare il malcontento nei confronti dello stato e del governo ma senza volontà specifiche e chiare di modifica.

La costituzione Italiana è anche federale laddove prevede un potere legislativo specifico delle regioni.

Certo, prevede anche che tra stato e regioni non possa esservi una lotta incessante e che in caso di contrasti debba intervenire la corte costituzionale.

Ma il nord a mio parere non approfitta delle norme esistenti, in particolare del titolo V della Costituzione e non si percepisce la natura, la direzione e la forza delle azioni di un potere regionale ampliato che tutti dichiarano di desiderare.

Anzi, tra i governatori del nord non esiste nemmeno un coordinamento periodico istituzionale, un patto di consultazione periodica che sarebbe utilissimo e potentissimo nell’ambito di una trattativa con lo stato su materie controverse e delicate. Ridicolo che Lombardia e Veneto abbiano presentato due quesiti diversi nel referendum sull’autonomia. Ma anche sulle altre materie c’è il buio totale.

Ad esempio sulla scuola l’Art. 117 prevede che spetti alle regioni la potestà legislativa salvo che per la determinazione dei principi fondamentali.

Allora cosa si deve intendere come principio fondamentale? Certamente le annualità dell’obbligo scolastico, l’orario minimo delle lezioni, i contenuti base dei libri di testo. Ma il contratto di lavoro degli insegnanti, i concorsi per le assunzioni, la normativa sui trasferimenti, il doposcuola, il prescuola e il postscuola, la gratuità o meno dei libri di testo, la formazione in itinere dei docenti non rientrano forse nella potestà legislativa già vigente della regione?

E si è mai sentito un pressing regionale o pluriregionale per esercitare davvero tale potere? No, nessuno vede e comprende in quale direzione intenda muoversi il potere regionale per trattare adeguatamente i problemi della scuola e delle famiglie. Le pastoie nazionali sono usate come alibi per l’inettitudine, la pigrizia e la mancanza di idee regionale sulla scuola dove la regione continua a manifestare tutta la propria nullità.

Ecco di seguito una parte dell’art.117 della costituzione.

Art. 117

La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.

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Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.

Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a:

  1. rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni;
  2. commercio con l’estero;
  3. tutela e sicurezza del lavoro;
  4. istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale;( nota mia: istruzione e formazione professionale sono di esclusiva potestà delle regioni)
  5. professioni;
  6. ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi;
  7. tutela della salute;
  8. alimentazione;
  9. ordinamento sportivo;
  10. protezione civile;
  11. governo del territorio;
  12. porti e aeroporti civili;
  13. grandi reti di trasporto e di navigazione;
  14. ordinamento della comunicazione;
  15. produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia;
  16. previdenza complementare e integrativa;
  17. coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;
  18. valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio,
  19. casse rurali,
  20. aziende di credito a carattere regionale;
  21. enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale.

Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.

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