Autonomia e Covid-19. E’ scontro per le dichiarazioni di Boccia: “Nessuna Regione ce l’avrebbe fatta da sola, sarebbero crollate tutte»

Non sono assolutamente passate inosservate le dichiarazioni del Ministro agli affari regionali Boccia, sia da Fontana in Lombardia, che da Zaia nel Veneto. Dai referendum per l'Autonomia alla quasi ormai chiusura del discorso: autonomia? AutonoMai!

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di Riccardo Rocchesso – Boccia ha dichiarato ai microfoni di SkyTg24: «Se l’autonomia è sussidiarietà è un conto, se l’autonomia è fare da soli perché si pensa di fare meglio la risposta è “no perché crolli”  Nessuna Regione ce l’avrebbe fatta da sola, sarebbero crollate tutte».
Inoltre ha aggiunto: «L’organizzazione della Sanità è regionale, ma se non ci fosse lo Stato non ci sarebbe quasi nulla se non le cose che erano nei depositi, anche abbastanza modesti e piccoli».

Le parole del Ministro, sono state subito duramente criticate dai due governatori leghisti, Fontana e Zaia. Promotori, in tempi non proprio lontani, di un’autonomia che sembra più essere un ricordo negli altri ma più alti ranghi del partito.
Se servivano altre conferme, alle nostre preoccupazioni, eccole qui, le dichiarazioni del ministro agli affari regionali Boccia.

Il malumore che si sta sempre di più diffondendo tra i cittadini delle regioni coinvolte, riguarda il fatto che i partiti nazionali non faranno mai una vera battaglia per l’autonomia delle regioni, fondamentali per tenere in piedi il bilancio di Roma. Le implicazioni della Lega, nel non aver fatto di più per dare un seguito a dei referendum che erano di fatto dei plebisciti, è anche probabilmente la naturale evoluzione costante del suo camaleontico capitano, sempre più orientato verso la destra pura e sempre più vorace divoratore di vecchi principi del suo partito: l’ormai Salvini Premier.

Ma la convivenza all’interno del partito, in flessione da inizio emergenza, sarà davvero sempre più difficile con il suoi ormai primi due generali?
Zaia e Fontana?

Auotonomia? AutonoMAI, come la sua realizzazione, dovuta ad un cambio di strategia nei piani alti della Lega, il duo Salvini e Giorgetti.
La Lega Nazional Popolare che vuole tanto. Ma che al Nord comincia a piacere sempre meno, come dimostrano i sondaggi dopotutto.

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