Tav e Val Susa, tra Ponzio Pilato e quei 5Stelle che sbattono la porta e vanno via

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di Roberto Gremmo – Tre su cinque sbattono la porta e se ne vanno. Il gruppo consiliare di Cinque stelle perde grandi pezzi perché i suoi esponenti più noti, Giorgio Bertola e Francesca Frediani se ne vanno nel “Gruppo misto”, sbattendo la porta e dichiarando che nel movimento manca un minimo di dibattito e di confronto.

In realtà, i contrasti più forti riguardano la famigerata TAV che i senatori del gruppo dopo aver preso una montagna di voti in Valsusa non hanno avuto il coraggio di ostacolarla, rifugiandosi in una pilatesca astensione dal voto, suscitando la clamorosa protesta dei loro esponenti torinesi.

Questa ferrovia costosa e dannosa per le popolazioni locali viene oggi contrastata solo da una minoranza vociante e violenta, largamente monopolizzata da personaggi targati politicamente ma che hanno l’egemonia delle proteste.

Purtroppo, la debolezza politica delle forze autonomiste ha finora impedito che le legittime perplessità dei valsusini su un’opera che sconvolge la loro vita possano trovare uno sbocco politico positivo, fermando i lavori con leggi e decreti che garantiscano l’ultima parola in merito solo a chi vive sul posto e rifiutando tutte le azioni illegali.

La rottura fra i cinque stelle in Regione dimostra che si aprono nuovi spazi di dibattito, ben oltre i tentennamenti e le ambiguità di un gruppo politico ormai senza idealità certe ed obbligato a rinunciare alle sue battaglie identitarie sull’altare della governabilità e dei vincoli di coalizione.

Vedremo presto se dalla rottura del movimento potrà nascere un nuovo sodalizio ecologista ed autonomista o se ci saranno solo delle ingloriose retromarce.

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