Che botta, Matteo. Hai perso il derby e in trasferta

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di Stefania Piazzo – Poco prima della chiusura delle urne, aveva detto con una certa spavalderia, quella di chi ha in mano il foglietto con i nomi dei cavalli vincenti, che in serata il centrodestra avrebbe festeggiato il voto con nuovi governatori. Il che faceva presagire chissà quale esito. Invece, Salvini ha perso su tutti i fronti che aveva aperto. Innanzitutto perdendo il derby. La Lista Zaia lo ha più che bissato, ha preso quasi il triplo dei voti della lista leghista. In Puglia nonostante le peregrinazioni, Emiliano sta allungando su Fitto. Ma la Toscana è la sconfitta più bruciante. Eugenio Giani, che già di per sè era un candidato politicamente che divideva, è riuscito a mangiare in testa alla sicumera della giovane Ceccardi, figlia del salvinismo moderno.

Eppure, nonostante le divisioni, i voti non disgiunti e una sinistra in ordine sparso, e nonostante il doppio forno leghista del SI/NO, anche il referendum ha premiato i 5Stelle, partito tutt’altro che in ascesa.

Insomma, quelli dati per spacciati dall’arrembante sovranismo hanno battuto il Capitano, e il Veneto pragmatico e meno gridaiolo, ha fatto il resto.

In più, dietro l’angolo ci sono le inchieste sui commercialisti, sui conti, sui passaggi, le finanziarie. E’ vero, aveva ragione probabilmente Giorgetti nel sostenere che le inchieste non avrebbero influito sull’esito del voto. La strategia di Salvini può perdere anche senza gli influencer.

E ha anche ragione Salvini, dopo il voto, al governo non accadrà nulla. Ci può giurare.

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