Se toglieranno la sanità al Nord sarà colpa del Nord che non sa chi gestisce i medici di base. Lo svarione al cubo dell’assessore Terzi su La7

Lettura 4 min

di Stefania Piazzo – Sabato sera ho assistito esterrefatta al dibattito tv su La7, in cui l’ospite era l’assessora lombarda ai Trasporti, Terzi. Il tema centrale era la gestione della pandemia, dei vaccini, dei camici, del territorio. Peccato non ci fossero Fontana e Gallera, il presidente e l’assessore al Welfare a rispondere colpo su colpo. Perché le perle lasciate ai posteri dall’assessora, il cui verbo preferito è “cubare”, “la Lombardia cuba di su… la Lombardia cuba di giù…”, non sono mancate. Ci mancava un “Cubiamo i lieti camici” e poi eravamo a posto. Sembrava una seduta di marketing.

Ovvio che l’espostente del governo Fontana abbia strenuamente cercato di difendere l’operato della sua giunta, ostentando un passato di eccellenza, dove il territorio però, soprattutto dopo l’avvento del collega Maroni, ha avuto i suoi problemi. Il professor Massimo Galli, ospite di Gruber, lo ha candidamente infatti ricordato: la crisi ha fatto emergere le politiche decennali in cui i territorio è stato impoverito. Smantellato. A differenza del Veneto, dove i risultati da persistente zona gialla ora e da bassi contagi prima, sono il risultato di una territorializzazione più capillare rispetto a Milano. Basterebbe poi ricordare quando Milano si è attrezzata per i tamponi a ferragosto, dopo ma proprio dopo Fiumicino. E’ il 16 agosto. Scrive il Corriere: “Migliaia di passeggeri da Grecia, Spagna, Croazia e Malta non sono stati sottoposti al test anti-Covid. Il caso della Lombardia, dove il direttore generale del Welfare spiega: «È ferragosto per tutti, non ci sono emergenze».

Ma l’apice del cubo lombardo arriva quando l’assessora afferma che i medici di base, quelli che oggi sono l’anello debole, il ventre molle della sanità lombarda destrutturata, non dipendono dalla Regione. Macchè. Dipendono da Roma.

Ecchecubo! Mi arriva sul cellulare un messaggio, che sorpresa! E’di un ex membro del governo Berlusconi, un sottosegretario alla Salute. Riporto fedelmente il contenuto, perché merita. “I medici di famiglia sono convenzionati con la Regione, non dipendono dallo Stato! La convenzione è nazionale, nel senso che è contrattata dalla Federazione nazionale dei medici di medicina generale, ma sono gestiti dalle Regioni e prendono soldi dalla Regione”. Assessore Terzi, nulla da replicare?

Vaccini che arrivano tardi, campagna vaccinale a macchia di leopardo, tamponi che se vuoi farli subito, come ha affermato Galli portando la testimonianza di una persona che ha dovuto fare il test alla vigilia di un intervento, lo fai privatamente e lo paghi caro… L’assessora che per inciso afferma che in una situazione di emergenza i camici anche se arrivano da parenti cosa c’è poi di male… E Gruber che le ricorda che la buona politica (due termini alieni, buona… e politica…) fa sì che chi governa intimi ai suoi collaboratori di escludere a prescindere amici e parenti da qualsiasi rapporto.

E a proposito di autonomia, se davvero è un principio per il quale combattere, non si taglia perché “ce lo impone Roma”.

Ma niente da fare. Questo stile politico è più che in incubazione. Ha già contagiato il Paese. La Lombardia è sulla buona strada. Eccellenza al cubo.

Photo by Olav Ahrens Røtne 

Servizio Precedente

Boccia: se apriamo a Natale ci sarà terza ondata. Il coprifuoco resta anche se diventiamo tutti gialli

Prossimo Servizio

Ricciardi: Non escluso obbligo vaccino Covid se...

Ultime notizie su Opinioni