Dal no al decreto per sciogliere Forza Nuova al no green pass… E l’avvertimento col caso Morisi. Troppi errori, Matteo

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di Stefania Piazzo – Draghi non parla, Draghi agisce. Doveva essere un autunno in cui per voce del vate del free vax, e quindi del no green pass, l’Italia avrebbe avuto un nuovo astro del liberi tutti. Matteo, appunto. Invece Draghi ha impanato e fritto il leader del Carroccio. Green pass per tutti e pure la terza dose. Di vaccino, s’intende.

Il caso Morisi è stato lo “strano” avvertimento. viene giù la Bestia. Travolto da un insoluto destino sull’isola infelice dei festini privati, la vicenda del guru social scuote la cronaca, imbarazza la politica di destra. Un temporale estivo? Macché, era il primo tiro di dadi. Riparti dal via. Arriva l’inchiesta di Fanpage, la destra si scopre più debole, arrivano le indagini sul finanziamento illecito con il barone nero Jonghi Lavarini al centro di un imbarazzante gioco di nostalgiche rievocazioni di trame con il passato. Arriva la seconda puntata, il sottomarino giornalistico lancia il siluro madre, contro la Lega, questa volta, e infila il cacciatorpediniere, e pure la portaerei milanese della Lega. Il teorema dell’inchiesta è che i voti di alcuni esponenti leghisti in corsa a Palazzo Marino o già a Palazzo Marino o in altre sedi istituzionali siano frutto di una raccolta elettorale legata all’estrema destra. Partono le reazioni, i distinguo, le querele.

Poi arriva la manifestazione di sabato a Roma e Milano dei no green pass. Un capolavoro. L’assalto alla Cgil che porta all’arresto dei vertici di Forza Nuova, e nei giorni a seguire ad un delirante comunicato stampa da prigionieri politici che preannunciano nuovi attacchi alla democrazia, porta anche al sequestro e all’oscuramento del sito di estrema destra.

Forza Nuova va sciolta, gridano i più, mozione del centrosinistra. E allora il capolavoro di Matteo, che ne infila un’altra di giusta, è dire no. No perché lo squadrismo lo scioglie un giudice, a casa sua. E invece no, lo può fare anche Draghi. Quello di cui sopra. Lo può fare il governo, nel quale siedono anche i ministri della Lega.

Qual è il problema? Perché non si può dare una pedata politica a Forza Nuova? A quella massa torbida in cui non sai cosa c’è dentro, e perché si muove? Cosa impedisce di sfilare sabato 16 tutti contro il fascismo? Il voto del giorno dopo? Se tutti sono in piazza, è pari patta. Poi ci mancava l’alleata Giorgia a dire che non era chiara la matrice dell’assalto alla sede del primo sindacato italiano. Uno scivolone, capita.

Quel che è evidente è che ad una offensiva si risponde o tacendo o senza avere scheletri negli armadi. Il prossimo avviso quando arriva, Matteo?

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