Polizia imbavagliata in piazza a Milano il 20 ottobre. Protesta contro chi “frena” la sicurezza con area B e C

Lettura 4 min

Con un manifesto di intenti, e di denuncia di una situazione sempre più critica, le forze dell’ordine saranno a Milano in piazza davanti a Palazzo Marino per contestare e chiedere diritti per i cittadini e per sè.

Questa è la nota diffusa.

Sul sito del Sap, il Sindacato autonomo di Polizia, oggi il segretario Stefano Paoloni spiega in un lungo editoriale che qui riproponiamo, le ragioni della protesta.

Milano è la seconda città di Italia per grandezza e la prima per gli interessi di carattere economico. Le esigenze di ordine e sicurezza pubblica sono enormi e giustamente i cittadini pretendono che vengano assicurate in modo puntuale e preciso. Nel rispetto delle politiche di carattere ambientale la decisione del Sindaco di limitare l’accesso anche agli operatori delle Forze dell’Ordine, nel momento in cui devono raggiungere il loro posto di lavoro ci appare assurda.

La sicurezza dei cittadini è un interesse di primaria importanza e non può essere posta in secondo ordine. Molti dei nostri uffici hanno dislocazioni strategiche e si trovano proprio nell’area C che dal 30 settembre non è possibile raggiungere con autoveicoli ad alimentazione a gasolio Euro 5 o ad alimentazione a benzina euro 2.

Nessuno pretende trattamenti di favore o di privilegio però è necessario che anche l’Amministrazione comunale non agisca con pregiudizio e sia consapevole che il nostro servizio non ha orari di ufficio. Abbiamo la necessità di raggiungere il luogo dove inizia il nostro servizio e abbiamo necessità di farlo durante tutte le 24 ore senza dover essere costretti ad acquistare una auto nuova ove i mezzi pubblici non sono adeguati alle nostre esigenze di servizio.


L’inizio del turno, ma soprattutto la fine del servizio è incerta perché nelle attività di prevenzione e
contrasto alla criminalità, di polizia giudiziaria e di ordine e sicurezza pubblica siamo obbligati a
rimanere in servizio fino a quando l’esigenza non è terminata. Molti operatori delle Forze dell’Ordine sono
alloggiati nelle periferie ossia dove le nostre famiglie possono permettersi un alloggio nella realtà milanese pertanto, per la maggior parte, siamo dei pendolari. Diventa perciò irragionevole impedire l’uso dell’auto e obbligare all’utilizzo dei mezzi pubblici quando questi non possono coincidere con i nostri orari di servizio, soprattutto di sera e di notte. Ne segue che diventa difficoltoso raggiungere il posto di lavoro e viceversa anche la nostra abitazione.

I delinquenti non rispetteranno gli orari previsti dalle ordinanze sindacali di limitazione del traffico imposte dal Sindaco e le manifestazioni non termineranno in coincidenza degli orari delle navette o dei mezzi pubblici.
Per questo dopo aver più volte, anche attraverso gli organi di stampa, lanciato il nostro grido di allarme perché il nostro disagio rischia di riverberarsi negativamente sulla sicurezza della città, ora ci vediamo costretti a tenere una pubblica manifestazione che avrà luogo giovedì prossimo, 20 ottobre alle ore 10:30 davanti a Palazzo Marino e dove i Segretari Generali Provinciali di tutte le sigle sindacali, come metafora indosseranno un bavaglio per ricordare quell’interlocuzione che è inspiegabilmente venuta a mancare e che rischia di minare le basi della sicurezza dei cittadini.

Vogliamo, inoltre, rivolgere un appello al Signor Prefetto della provincia di Milano, nella sua qualità di
rappresentante del Governo e Autorità di Pubblica Sicurezza: nel momento in cui il Sindaco non dovesse rivedere la propria ordinanza, dovrebbe intervenire a salvaguardia della sicurezza della città e prevedere le necessarie deroghe.

Quando certe scelte ci appaiono irragionevoli abbiamo il dovere di non condividerle e nel pieno
rispetto dei principi democratici far sentire la nostra voce per far si che possano essere riviste.

Servizio Precedente

La metà degli aiuti Caritas per la povertà al Nord. Serve un ministero per la Questione settentrionale o no?

Prossimo Servizio

REFERENDUM 22 OTTOBRE - Dopo 5 anni di nulla assoluto due eventi sull'autonomia a Pavia e Schio

Ultime notizie su Lombardia