Como, medico nell’hub di Lurate Caccivio fingeva di vaccinare i suoi pazienti no vax

Lettura 1 min

“Questa mattina, nel nostro hub vaccinale di Lurate Caccivio, era presente un medico per effettuare vaccinazioni Covid ad un gruppo di 17 pazienti da lui convocati. L’autorizzazione per tale attività è stata regolarmente conferita da Ats Insubria nei giorni scorsi in quanto il medico aveva dichiarato di aver convinto alcuni suoi pazienti reticenti con la rassicurazione che sarebbe stato lui stesso a somministrare il vaccino. Dopo qualche somministrazione effettuata il nostro collaboratore, che affiancava il professionista per la registrazione dei vaccini, si è insospettito per il comportamento e l’atteggiamento durante l’effettuazione delle somministrazioni. Informata la responsabile dell’hub, che era presente in quel momento, veniva monitorata la situazione e ad un controllo accurato, è emerso che il professionista fingeva la somministrazione senza, in realtà, effettuare il vaccino. L’attività vaccinale del professionista è stata immediatamente interrotta sino all’arrivo del responsabile sanitario dell’hub dott. Gianni Clerici che ha definitivamente bloccato la seduta e provveduto ad effettuare denuncia ai carabinieri di Appiano Gentile per le indagini del caso”. Lo rende noto la Cooperativa Medici Insubria, che gestisce l’hub di Lurate Caccivio, in provincia di Como, in una dichiarazione rilanciata dalle testate locali. 

Il medico on questione è una dottoressa in servizio all’hub vaccinale di Lurate Caccivio (COMO). La dottoressa, estranea alla cooperativa, si era proposta di vaccinare un gruppo di pazienti fragili da lei seguiti, che arrivavano da diverse parti della Lombardia.  Ottenuto il nullaosta da Ats Insubria e le credenziali necessarie, il medico si è presentato con la lista di una ventina di persone da vaccinare. Oggi pomeriggio avrebbe dovuto somministrare delle seconde dosi, ma il suo atteggiamento ha insospettito i colleghi, che l’hanno osservata e chiesto l’intervento dei carabinieri, che hanno interrotto la sua attività. In pratica, la dottoressa fingeva di fare il vaccino iniettando la dose, già nella fiala, nel cotone idrofilo. Quando il medico responsabile della cooperativa si è poi messo al posto della dottoressa per proseguire la vaccinazioni, i pazienti prenotati si sono allontanati. Il sospetto è che dietro vi fosse un’organizzazione mirata ad ottenere fraudolentemente i Green pass: saranno le indagini ora a chiarire se il sospetto è fondato. 

Servizio Precedente

Il Risorgimento, mito di fascisti e antifascisti, con Roberto Gremmo il 9 novembre su Fb con l’Associazione Oneto

Prossimo Servizio

Bertolaso, ritirare Green pass a chi non fa la terza dose

Ultime notizie su Lombardia