Strage Bologna, il sindaco: Un pezzo di Stato marcio e corrotto ha calunniato e offeso

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 Ospitando l’associazione dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto nella sede del Comune “continueremo a batterci per proteggere ciò che una parte marcia e corrotta dello Stato italiano, per 42 lunghi anni ha calunniato e offeso”. Lo afferma il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, parlando davanti alla stazione nel giorno del 42esimo anniversario dell’attentato che nel 1980 provocò 85 morti. Quella di ospitare l’Associazione dei familiari a Palazzo D’Accursio è “una scelta politica, una scelta di campo”, afferma Lepore: “Continueremo a batterci, infatti, per proteggere chi in questi 42 anni si è speso senza sosta per la verità e la giustizia”. Come amministrazione “è nostra intenzione proteggere chi in questi 42 anni non ha mai smesso di chiedere fosse fatta luce su una strage terribile, che oggi grazie, a una sentenza di un Tribunale della Repubblica, sappiamo essere stata progettata e finanziata dai vertici della loggia massonica P2, coperta consapevolmente dai vertici dei servizi segreti italiani, eseguita da terroristi fascisti”. Più avanti, il sindaco sottolinea che “tutte le sigle dell’estremismo neofascista erano presenti quel giorno a Bologna. Quelle sigle che purtroppo ritroviamo seguendo un filo nero, il filo che ha accompagnato la lunga e complessa vicenda democratica del nostro paese, sono presenti ancora ai giorni nostri”. Così come “i reati di depistaggio più recenti risalgono al 2019”, aggiunge Lepore: dunque “poco prima che il paese venisse chiuso per Pandemia, ancora una volta alcuni servitori infedeli dello Stato ci pugnalavano alle spalle”.

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