Il grido disperato di Bonaccini: Non abbiamo dosi per vaccinare

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“In Emilia-Romagna possiamo arrivare a vaccinare fino a 45mila somministrazioni al giorno, oltre un milione al mese, ed e’ frustrante non poterlo fare perche’ non ci sono vaccini sufficienti”. Cosi’ su Facebook il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che fa il punto sulla campagna vaccinale.

“Ad oggi, in Emilia-Romagna – spiega – sono state somministrate oltre 400mila dosi di vaccino anticovid, il 75% di quelle disponibili. In sostanza, stiamo effettuando tutte quelle che possiamo fare, considerando le scorte che vanno mantenute obbligatoriamente e quelle necessarie alle seconde dosi”. “Abbiamo inoltre consegnato – aggiunge – 50mila dosi vaccino AstraZeneca ai medici di base per la vaccinazione del personale scolastico. Sono 140mila i cittadini immunizzati definitivamente con le due dosi di vaccino Pfizer e Moderna.

Ormai e’ completata la campagna vaccinale al personale sanitario e sociosanitario, a operatori e degenti delle residenze anziani, categorie nelle quali il contagio e’ crollato. Ora gli sforzi del sistema sanitario regionale si spostano anche su altre fasce a rischio e sulla popolazione piu’ anziana”. “Si stanno infatti facendo – prosegue Bonaccini – le vaccinazioni a domicilio agli ultraottantenni gia’ assistiti, mentre da meta’ febbraio hanno cominciato tutti gli ultra85enni. Da ieri sono iniziate le prenotazioni per le persone di eta’ compresa tra gli 80 e gli 84 anni (oltre 95mila hanno l’appuntamento gia’ fissato sulla base della disponibilita’ dei vaccini che verranno forniti progressivamente alla nostra regione). Poi tocchera’ alle persone con patologie gravi. Entro aprile supereremo il mezzo milione di persone vaccinate in Emilia-Romagna”.

Quando al personale scolastico sono cominciate le somministrazioni per quello sotto i 65 anni con AstraZeneca, “attraverso il contributo dei medici di base, mentre le Asl hanno avviato la campagna vaccinale per le persone con disabilita’, partendo da quelli nelle strutture residenziali. A breve inizieranno anche le vaccinazioni per le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, il personale universitario, ai quali vogliamo subito aggiungere anche le polizie locali e i volontari di protezione civile. E in aprile si comincera’ con la popolazione settantenne”.Ormai e’ completata la campagna vaccinale al personale sanitario e sociosanitario, a operatori e degenti delle residenze anziani, categorie nelle quali il contagio e’ crollato. Ora gli sforzi del sistema sanitario regionale si spostano anche su altre fasce a rischio e sulla popolazione piu’ anziana”.

“E’ il ritmo che stiamo tenendo con le dosi disponibili. Potremmo fare molto di piu’ – sottolinea – ed e’ per questo che abbiamo chiesto al Governo di prodigarsi affinche’ aumentino prima possibile le forniture (che invece tra gennaio e febbraio sono state tagliate) e al presidente Draghi di battere i pugni sui tavoli in Europa, affinche’ le multinazionali aumentino la produzione e rispettino i contratti. La priorita’ assoluta sono i vaccini: la ricerca e’ stata portata avanti grazie a fondi pubblici e le aziende produttrici ora devono restituire alla collettivita’. Davanti ad una pandemia non c’e’ brevetto che tenga, i vaccini devono essere un bene pubblico”. “Peraltro, attendiamo anche nuovi sieri disponibili, a partire da quello Johnson & Johnson, monodose, la cui autorizzazione dall’Agenzia europea dovrebbe arrivare entro fine marzo. Cosi’ come vorremmo chiarezza su quello russo – scrive ancora Bonaccini– e attendiamo entro l’estate anche la disponibilita’ di quello italiano. In Emilia-Romagna possiamo arrivare a vaccinare fino a 45mila somministrazioni al giorno, oltre un milione al mese, ed e’ frustrante non poterlo fare perche’ non ci sono vaccini sufficienti”.

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