Castelli, mancata elezione di Bossi segno della caduta della Lega

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La mancata elezione di Umberto Bossi in parlamento e’ “un simbolo della debacle della Lega” secondo Roberto Castelli, l’ex ministro che dalla Lega e’ stato uno dei primi esponenti del Carroccio. “Mi dispiace moltissimo – dice all’ANSA – perche’ si meritava lo scranno parlamentare. Ma non do la colpa a nessuno, perche’ era stato messo in una posizione buona” come capolista al proporzionale a Varese. “E’ stato travolto dalla debacle della Lega. Va assunto come simbolo della vecchia lega che viene travolta anche se quella a dire la verita’ era gia’ stata travolta dalla politica centralista che Salvini ha dato al partito”. “Cade un grade capo” ma, secondo Castelli, “e’ anche chiara un’altra cosa: la fine della stagione della Lega nazionale e centralista. Salvini si vanta di avere il secondo gruppo parlamentare ma da vecchio leghista mi chiedo: ‘a cosa serve? non farai nulla per il Nord’.

Negli ultimi cinque anni e’ stata portata avanti una politica meramente centralista, l’autonomia non ha fatto un progresso e la gente non se lo scorda”. Il dispiacere per il senatur che, e’ convinto, “l’avra’ presa malissimo” non lo fa comunque rinunciare all’ironia. “Adesso Salvini dovrebbe cambiare nome al partito. Lega Salvini premier e’ de’mode’”. Di certo l’attuale segretario che non lascera’ la guida del partito anche se “dovrebbe rimettere il mandato e far decidere al consiglio federale se non vuole fare il congresso” conclude.

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